“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Martedì, 12 Novembre 2013 01:00

Il mondo di Hushpuppy

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Il film Re della terra selvaggia racconta di una bambina assai felice. Una bambina che in poco tempo perderà il tesoro più prezioso, suo padre. Hushpuppy ha sei anni e vive in una comunità dai costumi primordiali. Il mondo in cui vive non ha regole. La sua immaginazione ce lo mostra come qualcosa di assolutamente normale.

Tutto si regge su un intenso equilibrio che è il segno tangibile di un’armonia universale. Questo aspetto del film richiama il concetto di cosmo degli antichi Greci. Ciò significava che nella natura dell’universo vi è un ordine che regola ogni cosa. Nell’universo finito e nel limite gli antichi trovavano la perfezione, così allo stesso modo il mondo di Hushpuppy è limitato da una diga e l’acqua che si raccoglie in essa le dà il nome di Grande Vasca.
Gli uomini e le donne non lavorano quasi, ma cacciano e pescano. È un mondo rozzo dove la forza e la brutalità sono le armi vincenti. Vi è però qualcosa di stranamente ‘bello’ e affascinante nella Grande Vasca. Questa micro-società fatta di personaggi al limite, intessuta di rapporti umani e non economici, ci regala la visione di un mondo diverso ma possibile. È tanta l’intensità e la tenacia con cui gli uomini e le donne, che vivono al di là della diga, lottano contro il sistema di coloro ‘che fanno la fila al supermercato’, da domandarsi se non abbiano ragione loro.
Il film offre molteplici spunti di riflessione come l’epica storia di un mondo che muore o la poetica della vita vista attraverso gli occhi di una ragazzina. Sono tanti gli elementi che reggono l’intreccio di questa storia. Certo il più importante è l’amore tra padre e figlia. Un legame indissolubile che non cesserà nemmeno con la morte. Anzi, proprio la morte e la fine sono i temi centrali della narrazione. Come può vivere il trauma della scomparsa dei genitori una bambina che è sola ed indifesa? Chi può darle la forza di andare avanti? Probabilmente solo il mito e la fantasia portano questa ragazzina a lottare contro un mondo e un destino che sembrano accanirsi nei confronti suoi e della piccola comunità in cui vive. Oltre la speranza non credo che ci siano elementi validi per dar senso a questa lotta titanica. È la storia di ognuno di noi in uno qualunque dei mondi possibili generato da un’ipotetica forma di società. Questa può ben rappresentare l’infanzia dell’umanità così come Hushpuppy è il bambino che continua a sopravvivere nei nostri cuori, nonostante il trascorrere del tempo. È una storia che affascina perché ci appartiene e ci rende consapevoli che abbiamo il diritto di vivere come vogliamo, senza dimenticare che è nostro dovere aver cura del mondo dal quale proveniamo. Questo mondo vecchio che sembra cadere a pezzi bisogna proteggerlo fino alla fine dei suoi giorni, perché come ogni cosa anch’esso morrà e non resterà che il ricordo di ciò che è stato; un ricordo sepolto ma sempre vivo nelle anime di tutti i fanciulli.    

 

 

Retrovisioni
Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild)
regia
Benh Zeitlin
con Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly, Lowell Landes, Pamela Harper, Gina Montanna, Amber Henry, Jonshel Alexander, Nicholas Clark, Henry D. Coleman, Kaliana Brower, Joseph Brown, Marilyn Barbarin, Kendra Harris, Jovan Hathaway, Hannah Holby, Jimmy Lee Moore, Philip Lawrence
soggetto e sceneggiatura Lucy Alibar, Benh Zeitlin
produzione Journeyman Pictures
paese USA
lingua originale inglese
colore
a colori
anno
2012
durata 92 min.

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