"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Martedì, 05 Novembre 2013 01:00

Umberto T. e le donne

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Avete mai sentito Umberto Tozzi cantare Gloria in spagnolo in un film cileno? Succede nell’omonimo film di Sebastiàn Lelio con Paulina Garcia, uscito in sala nel mese di ottobre. La trama segue la vita di Gloria, una sessantenne separata che non rinuncia ai piaceri della vita e ai nuovi incontri. Rimarrà delusa da un suo coetaneo anch’egli separato, incapace di intraprendere seriamente una relazione, e avrà il coraggio di lasciarlo, dopo il classico tira e molla.

Il finale è veramente un piccolo gioiello: Gloria, durante una festa di matrimonio rifiuta l’invito a ballare da parte di uno sconosciuto e poco dopo, alle prime note della canzone che porta il suo nome, prima la canticchia seduta su un divanetto e poi si scatena da sola in pista in mezzo agli altri. La riscoperta di sé può passare attraverso una canzone di Umberto Tozzi. Anche sulla faccia opposta del pianeta. La cosa più bella sapete qual è? Che il ballettino in cui l’attempata signora si scatena è lo stesso del nostro cantautore, come è possibile vedere nel video del 1979 da lui realizzato in terra spagnola, altro gioiellino che io in tutta onestà consiglierei ai curatori del futuro dvd di mettere negli extra: varrebbe davvero il prezzo, talvolta eccessivo, di un dvd originale. Meriterebbe una menzione speciale un po’ tutta la colonna sonora, tra canzoni pop spagnole, cantate dalla protagonista in vari momenti della giornata, e vecchi evergreen della discomusic, che accompagnano le sue serate e i suoi incontri. Ma il testo della canzone di Tozzi e Bigazzi sembra perfetto per quel momento, per quello che dice, per quello che lei vorrebbe sentirsi dire.
O forse per quello che lei per prima vuole dire a sé stessa…

Gloria, faltas en el aire
falta tu presencia,
càlida inocencia
faltas en mi boca
que sin querer te nombra
y escribirè mi historia
con la palabra Gloria…


E poco importa se il testo è stato epurato dal verso "manchi ad una mano che lavora piano", forse poco adatto alla cattolicissima Spagna del 1979. Sarebbe stato poco in tono anche alla scena in questione: sembra quasi che Umberto Tozzi, ben trentaquattro anni fa, avesse adattato la sua canzone al film di Lelio e alla sua protagonista. Sono ben lontani i tempi della versione inglese dello stesso successo, cantata da Laura Branigan.
Era il 1983 e Gloria faceva parte della colonna sonora di Flashdance, diretto da Adrian Lyne, film capostipite di un intero filone, con protagonista Jennifer Beals, ancora oggi bellissima, attivissima nel cinema indipendente e in televisione, adorata da Nanni Moretti e da chi vi scrive. La scena in cui sentiamo la canzone in questione non riguardava lei direttamente, ma accompagnava la sua amica Jeanie (Sunny Johnson), durante una sfortunata esibizione di pattinaggio sul ghiaccio. Anche per questo motivo, infatti, non ho mai ricordato con piacere la versione inglese di Gloria interpretata dalla Branigan. La associo a una scena triste, in un film in cui, al contrario, a farla da padrone sono le acrobazie e le emozioni della splendida e affascinante Alex (Jennifer Beals, appunto) sulle note di What a Feeling di Giorgio Moroder, cantata da Irene Cara, e Maniac, scritta e cantata da Michael Sembello. Ma se Gloria ha viaggiato oltreoceano, e viaggia ancora dopo oltre trent'anni, un altro successo del cantautore italiano ha incuriosito i cugini francesi, tanto da inserirlo nella colonna sonora di ben due film completamente diversi.
La canzone è Ti amo, uscita nel 1977, sempre scritta in coppia con Giancarlo Bigazzi, di cui in Francia è nota una versione cantata da Dalida.
Il primo film in cui ricordo di averla sentita è stato Asterix e Obelix – Missione Cleopatra del 2002, per la regia di Alain Chabat, il secondo è il meno noto Stella (niente a che fare con Stella stai, però che simpatica coincidenza…), del 2008 di Sylvie Verheyde.
Per quanto riguarda il blockbuster tratto dal fumetto di Goschinny-Uderzo, la presenza in colonna sonora del pezzo di Umberto Tozzi, cantato in coppia con Monica Bellucci, che interpreta Cleopatra, era stata ampiamente pubblicizzata. Ancora oggi è possibile rivedere la Bellucci da Fiorello in una nota trasmissione dell’epoca mentre ne accenna l’incipit, facendo letteralmente squagliare il conduttore. La vera sorpresa è stata invece sentire la calda voce del cantautore torinese nel piccolo film della Verheyde.
Ambientata a Parigi proprio nel 1977, la pellicola racconta la vita di Stella (Lèora Barbara), una ragazzina di undici anni e le sue giornate tra il bar dei suoi genitori e, ogni tanto, la scuola, con gli inevitabili problemi del caso. Ma a quell’età, tanto a scuola come in uno squallido bar, il cuore di una ragazzina non può non battere e la presenza di Ti amo in due scene del film ci riporta perfettamente la delicatezza di quei momenti. Ulteriore motivo di culto, la presenza di Guillaume Depardieu, scomparso in giovane età, che interpreta uno dei frequentatori del bar e che rappresenta, in pratica, la classica cotta della giovanissima protagonista per il ragazzo più grande, bello e maledetto.
In entrambi i film, la canzone è in italiano. E questo, naturalmente, non può che farmi piacere. Ma devo riconoscere che, pur privata della poesia dell’originale e di perle come “primo maggio su coraggio” e “un guerriero di carta igienica” (per qualcuno, altra metafora della masturbazione, come il succitato verso di Gloria, mah...) – quest’ultimo sostituito da un più tenero e rassicurante “petit soldat” – la versione di Dalida ha forse maggiore dignità di colonna sonora, almeno per quanto concerne i film d’Oltralpe. Chissà se l’hanno mai utilizzata…
In attesa di sentire ancora queste o altre canzoni nostrane a raccontarci storie di donne in giro nel mondo attraverso i film più disparati, in italiano o tradotte in qualsiasi lingua, salutiamoci coi primi versi di Ti amo secondo Dalida:

Ti amo
Je t’aime ti amo
Je chante ti amo
Que je le veille ou pas
Tout me ramène à toi rien qu’à toi
Ti amo
un refrain ti amo
un regard ti amo
Le regard d’un enfant
La caresse du vent oui c’est toi,
Toi,
ma vie, mon Pierrot,
mon voyou, mon tombeau
Quitte à mourir un jour
Je veux morir d’amour dans tes bras

                                                                                                                            

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