“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Mercoledì, 23 Ottobre 2013 15:51

23 Ottobre 2013: "Ritorno al futuro parte II", il grande raduno al cinema

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“Strade...? Dove andiamo noi non ci servono 'strade'!”

22 Dicembre 1989.
Ad oggi sono passati “solo” ventotto anni dall’uscita del secondo episodio di una trilogia cinematografica che ha scritto la storia della fantascienza. Molti ragazzi degli anni Ottanta saranno stati ben felici di ricevere come regalo di Natale la seconda opera di un regista americano di grande talento, Robert Zemeckis, sotto i loro alberi addobbati per la grande occasione. Non il Natale, no.
In quel Dicembre del 1989 usciva Back to the future Part II, Ritorno al futuro Parte Seconda.

Ebbene, quest’anno, per i ragazzi del 2013, il Natale si anticipa di due mesi: mercoledì 23 Ottobre, presso tutti i circuiti che hanno aderito all’iniziativa, gli appassionati di Ritorno al futuro potranno viaggiare nel tempo e tornare a quel 1989. Il secondo episodio di questa saga infatti rivivrà sullo schermo di molte sale italiane dopo il grande successo riscosso dal primo episodio, proposto nel 2010 per festeggiare il venticinquesimo anniversario dalla prima uscita nel 1985.
Un vero e proprio raduno per gli amanti della fantascienza e di questa saga che ha incollato milioni di ragazzi degli Eighties, e non solo, allo schermo. Si tratta di una storia trasversale, tramandata da padre in figlio e da fratello a sorella (come nel mio caso) ed è per questo che anche durante il primo incontro nel 2010, il pubblico era il più variegato possibile: un salto di generazioni, proprio come quello che il protagonista, Marty McFly, fa a bordo della sua DeLorean.
Per chi non sapesse quello di cui sto parlando, prima cinque minuti in un angolo e poi, niente paura, brevemente rintracciamo la trama: Ritorno al Futuro è la storia del viaggio nel tempo, in varie epoche della storia americana (il 1955, il 1985, il 2015 e il 1885), del giovane Marty McFly (Michael J. Fox) e del suo amico, lo stravagante scienziato Emmett "Doc" Brown (Christopher Lloyd), inventore di una bizzarra macchina del tempo ricavata da un'autovettura, una DeLorean DMC-12.
Nel corso dei tre episodi i due protagonisti devono risolvere vari problemi per evitare catastrofici paradossi temporali: il possibile mancato matrimonio dei genitori di Marty negli anni cinquanta (nel primo film), l'arresto del figlio di Marty nel 2015 o la morte di Doc per mano di un feroce pistolero nel 1885, o ancora l'uccisione del padre di Marty per mano del suo eterno rivale Biff Tannen (Thomas F. Wilson).
Il regista Robert Zemeckis, insieme allo sceneggiatore Bob Gale e il produttore Steven Spielberg, mette su una delle storie comico-fantascientifiche riuscendo ad abbracciare anni Ottanta e Novanta: a distanza di molti anni, con molti film realizzati sulla fantascienza e molti “pacchetti” cinematografici realizzati ad hoc, questa trilogia resta quella più riuscita e rappresenta il primo esempio di un genere di fantascienza mista a comicità e che definirei molto pop.
A partire da questo film Zemeckis diventa uno dei registi più acclamati e apprezzati di quegli anni e il suo modo di fare film, la sua comicità tutta particolare, la si vedrà di nuovo in molti suoi lavori successivi: Chi ha incastrato Roger Rabbit?, La morte ti fa bella, Forrest Gump, solo per citare alcuni cult. In molte sue opere questo regista riesce a conciliare l’aspetto emozionale, pedagogico e comico con delle pellicole che risultano essere molto pop, nel senso più artistico e moderno del termine.
La saga di Ritorno al futuro è un’opera pop in tutto e per tutto: siamo negli anni in cui il progresso tecnologico la fa da padrone, c’è l’avvento dei computer e il mondo giovanile sta cambiando, il loro modo di parlare e rapportarsi ai “grandi”. Tutto questo fu ben studiato da Zemeckis il quale frullò il tutto in questa mega-storia andando a riscrivere le coordinate di un archetipo, un soggetto, che era già stato affrontato nel cinema: il viaggio nel tempo.
Per la prima volta infatti il protagonista, un adolescente simpatico e coraggioso (guai a chiamarlo “fifone”) torna  all'epoca dei suoi genitori quando anch’essi erano semplici teenager come lui e durante questo viaggio, secondo le regole della commedia degli equivoci, Marty dovrà vedersela con molti paradossi che potrebbero mettere in pericolo il suo piano temporale di diciasettenne degli anni Ottanta.
Questa trilogia, in 343 minuti, vuole ripercorrere anche quelle che sono state tappe fondamentali della storia e del costume americano: le storie dei personaggi sono un espediente per raccontare la storia di tutti, la storia di un Paese.
In particolare il secondo episodio, quello che verrà proiettato in molte sale questo mercoledì, è quello più futuristico dei tre in quanto l’azione si svolge molto lontano nel futuro, il 2015, un futuro tanto lontano per Marty, ma molto vicino al nostro presente, più di quanto non fosse allora, e possiamo dire con estrema certezza che rispetto al 2015 di Zemeckis, le nostre auto sono ancora ben salde sull’asfalto. Ma non lo è di certo la nostra fantasia.
Per me, cresciuta negli anni Novanta e Duemila, dopo aver visto la saga in videocassetta, andare al cinema è come tornare realmente indietro nel passato, a quel 22 Dicembre 1989: dopo l’evento del 2010, sarò nella mia poltroncina rossa pronta a recitare le battute insieme ai protagonisti e a sognare insieme ai personaggi e a quella splendida colonna sonora firmata da Alan Silvestri.
Un evento quello del 23 ottobre che probabilmente vedrà la giusta conclusione con la proiezione anche dell’ultimo episodio? Chi può dirlo. Non c’è due senza tre.
E intanto buon viaggio sulla vostra DeLorean!

 

 

Ritorno al futuro − Parte II (Back to the Future Part II)
regia Robert Zemeckis
soggetto e sceneggiatura Robert Zemeckis, Bob Gale
con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Thomas F. Wilson, Elizabeth Shue, James Tolkan, Jeffrey Weissman, Billy Zane
produttori Neil Canton,  Bob Gale
produttori esecutivi Kathleen Kennedy, Frank Marshall, Steven Spielberg
fotografia Dean Cundey
musiche Alan Silvestri
colore a colori
paese USA
lingua originale inglese
anno 1989
durata 108 min.

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