“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Sabato, 02 Maggio 2020 00:00

“Il bell’Antonio”: Marcello impotente per Bolognini

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Dopo alcuni anni di gavetta al fianco di Luigi Zampa, Mauro Bolognini esordisce come regista nel 1953 con Ci troviamo in galleria. Nel giro di pochi anni girerà altri film, tra cui Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo e Gli innamorati, tipico esempio del neorealismo rosa. La svolta arriva con Giovani mariti, del 1958, al quale seguiranno Arrangiatevi, La notte brava e Il bell’Antonio.

Tratto da un omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, pubblicato nel 1949, Il bell’Antonio, indiscusso capolavoro cinematografico, consente a Bolognini di esprimere al meglio le sue doti di narratore e la sua capacità di portare sul grande schermo testi letterari, ricostruendone magistralmente l’atmosfera ed esplorando la psicologia e le fragilità umane. Protagonisti due belli per antonomasia, Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, entrambi nel pieno della gioventù e della potenza recitativa. Il successo del film renderà Mastroianni e la Cardinale, negli anni successivi, appetibilissimi e ricercatissimi presso tanti registi di cinema d’autore.
Il romanzo è ambientato negli anni del fascismo, ma Bolognini lo trasporta cronologicamente circa vent’anni in avanti, senza tradire però lo spirito della storia. Nella sua prima grande prova drammatica, Mastroianni veste i panni di Antonio Magnano, un giovane catanese che assiste da inerte spettatore a una marea di gente che gli passa davanti e che subisce senza minimamente opporsi una vita già programmata dai familiari. Per ottemperare al volere paterno, Antonio sposa Barbara Puglisi (Claudia Cardinale); trascorso un anno, tuttavia, il padre della ragazza comunica al consuocero la notizia che il matrimonio verrà sciolto perché le “condizioni fisiche” del novello sposo gli hanno impedito di conferire validità alle nozze. Così avviene. Barbara sposa il Duca di Bronte, uomo anziano ma facoltoso; il padre di Antonio, Alfio, “per riscattare l’onore della famiglia” infangata dall’impotenza sessuale del figlio, riprende a frequentare una casa di appuntamenti e a causa dell’eccessivo sforzo compiuto muore. La vedova ben presto troverà una consolazione, perché si scopre che la giovane servetta di casa è incinta e la paternità del nascituro è da attribuire ad Antonio. Amara e sibillina la conclusione: da una conversazione telefonica tra Antonio, ancora sofferente per la perdita dell’amata moglie, e lo spavaldo cugino Edoardo (un giovanissimo Tomas Milian), viene insinuato nello spettatore il dubbio che sia quest’ultimo in realtà il padre del bambino.
Superbe le interpretazioni di Rina Morelli e di Pierre Brasseur, rispettivamente la signora Rosaria e il signor Alfio, genitori del protagonista. La ciliegina sulla torta viene posta da Pierpaolo Pasolini, co-sceneggiatore del film insieme a Gino Visentini.
Inizialmente il ruolo di Antonio sarebbe dovuto andare ad Antonio Cifariello, uno dei protagonisti del film Giovani mariti, girato due anni prima dal regista, ma poi la scelta cadde su Marcello Mastroianni, voluto fortemente dal regista. In un’intervista per la TV spagnola datata 1978, il grande Marcello così ricorda Bolognini e l’esperienza sul set: “Bolognini è un uomo molto dolce, che ama i suoi attori e li esalta. Con lui ho fatto Il bell’Antonio che mi diede grande successo a quell’epoca. Io lo porto sempre come esempio quando la stampa e i giornalisti mi definiscono un latin-lover. Infatti ribatto: guardate Il bell’Antonio, ero un impotente!”.





Ciak si (ri)gira − Quarant’anni di cinema italiano (1945-1985)
Il bell’Antonio
regia
Mauro Bolognini
soggetto Vitaliano Brancati (dall’omonimo romanzo)
sceneggiatu­ra Pier Paolo Pasolini, Gino Visentini
con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Rina Morelli, Pierre Brasseur, Tomas Milian, Patrizia Bini, Ugo Torrente, Fulvia Mammi, Anna Arena, Cesarina Gheraldi, Jole Fierro, Guido Celano, Alice Sandro, Gina Mattarolo, Salvatore Fazio
fotografia Armando Nannuzzi
montaggio Nino Baragli
musiche Piero Piccioni
produttore Alfredo Bini
casa di produzione Cino Del Duca, Arco Film, Lyre Cinematographique
distribuzione Cineriz
paese: Italia, Francia
lingua originale italiano
colore bianco e nero
anno 1960
durata 105 min.

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