“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Sabato, 11 Aprile 2020 00:00

Sordi/Valeri una coppia che spacca: “Il vedovo”

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Il 1959 è un anno d’oro per l’Albertone nazionale, non solo per l’incredibile numero di film girati − ben dieci (il record, comunque, spetta al 1954, con addirittura dodici film) − ma anche per la qualità delle pellicole: basti pensare che almeno tre di esse entreranno nella storia del cinema italiano. Sto parlando de La grande guerra di Mario Monicelli, de I magliari di Francesco Rosi e de Il vedovo di Dino Risi.

Ne Il vedovo Sordi e Risi si rincontrano, cinematograficamente parlando, per la terza volta: i due hanno infatti già girato assieme Il segno di Venere (nel 1955) e Venezia, la luna e tu (nel 1958). L’attore veste i panni di Alberto Nardi, un romano trapiantato a Milano che è sposato con Elvira (Franca Valeri): una ricca e astuta industriale milanese. Il protagonista coltiva velleità da uomo d’affari pur non essendo assolutamente all’altezza: la sua condizione, infatti, è quella di titolare di una piccola fabbrica che stenta a rimanere in piedi. La vita, però, decide di offrire ad Alberto l’occasione giusta. Una sera come tante, la consorte decide di partire per far visita alla madre. Il treno su cui la donna viaggia, però, resta coinvolto in un incidente e precipita in un lago. Nessuna speranza di ritrovare viva la donna. Questo, almeno, è quello che credono tutti. Il presunto “vedovo allegro” si ritrova all’improvviso padrone di un immenso patrimonio. Difficile dissimulare la contentezza: la cerimonia funebre da lui organizzata si trasforma in una vera e propria festa. Il ritorno della moglie, che rivela di aver perduto il treno a causa di un ritardo, infrange i sogni di Alberto e ne manda all’aria i progetti. Metabolizzato il colpo, l’uomo si rimbocca le maniche per dare comunque adempimento ai suoi piani. Con l’aiuto dei suoi più stretti collaboratori mette quindi a punto un tranello per sbarazzarsi della scomoda consorte ma, per una sfortunata circostanza, finirà per rimanere lui stesso vittima della diabolica trappola. 
La coppia Sordi/Valeri qui ottiene la sua migliore performance in assoluto generando una contrapposizione perfetta: un marito pusillanime, aspirante ma incapace uxoricida lui; una moglie disillusa ma scaltra, arguta e di gran lunga più sveglia del consorte lei.
Un film intelligente oltre che divertente è Il vedovo, dunque, dotato di satira corrosiva e rifinito con cura e ingegnosa abilità. Il rapporto Sordi/Valeri ricorda vagamente una pellicola di Giorgio Bianchi risalente a quattro anni prima, dal titolo Buonanotte avvocato: qui Sordi tentava di approfittare della momentanea assenza della moglie (interpretata non da Franca Valeri bensì da Giulietta Masina) per concedersi una scappatella, coadiuvato da Vittorio Caprioli (che interpreta la parte di un collega). Ne Il vedovo Sordi è meno buffo e più cinico, giacché il suo obiettivo non è un'effimera avventura erotica ma l’accaparramento dell’intero patrimonio della ricca moglie. Franca Valeri, attrice teatrale e voce radiofonica, gira il suo secondo film con Risi dopo aver interpretato la parte della modesta dattilografa Cesira − prima lusingata e poi “scaricata” da vari e sedicenti spasimanti − ne Il segno di Venere.
Il soggetto è di Rodolfo Sonego, tra i migliori artefici della “commedia all’italiana”, che ha legato il suo nome a quello di Alberto Sordi (a cominciare dal 1954 con Il seduttore) oltreché di Fabio Carpi e lo stesso Risi. Per la sceneggiatura, ai tre già detti  si aggiungono Sandro Continenza e Dino Verde.
Sordi inizia le riprese del film subito dopo aver lasciato il set de La grande guerra di Mario Monicelli, in coppia con Vittorio Gassman; la conclusione delle riprese coincide con il primo ciak de I magliari di Francesco Rosi.
Il 28 novembre 1959 il giornalista Pietro Bianchi dedica a Il vedovo queste parole lusinghiere: “Il film vuole essere una pellicola di satira e non il solito film comico basto sulla mimica e sulle caratteristiche espressioni del Sordi. Il film, che adombra diversi casi di opera nera, è garbato e nonostante il tema difficile non scivola mai nel cattivo gusto. Risi ha avuto la mano felice in più di una sequenza”.





Ciak si (ri)gira − Quarant’anni di cinema italiano (1945-1985)
Il vedovo
regia
Dino Risi
soggetto Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Dino Risi
sceneggiatu­ra Sandro Continenza, Dino Verde, Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Dino Risi
con Alberto Sordi, Franca Valeri, Livio Lorenzon, Leonora Ruffo, Nando Bruno, Enzo Petito, Mario Passante, Ruggero Marchi, Gigi Reder, Nanda Primavera, Artemide Scandariato, Paola Patrizi, Eugenio Maggi, Cosalvo Flirt, Enzo Furlai, Angela Luce, Ignazio Leone, Rosita Pisano, Alberto Rabagliati, Ignazio Dolce, Andrea De Pino, Gastone Bettanini, Carlo Di Maggio
fotografia Luciano Trasatti
costumi Gaia Romanini
trucco Telemaco Tilli
montaggio Alberto Gallitti
produttori Edgardo Cortese, Elio Scardamaglia
casa di produzione Paneuropa Cinematografica
distribuzione Cino Del Duca − CD Videosuono, BMG Video
musiche Armando Trovajoli
paese Italia
lingua originale italiano
colore bianco e nero
anno 1959
durata 100 min.

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