“Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette”

Friedrich Hölderlin

Sabato, 29 Febbraio 2020 00:00

“Ragazze da marito”: il ritorno dei De Filippo sul set

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Dopo circa sette anni dalla scioglimento della compagnia del Teatro Umoristico “I De Filippo”, avvenuta il 10 dicembre del 1944, Titina, Eduardo e Peppino De Filippo tornano a lavorare insieme davanti alla cinepresa. Eduardo e Peppino, i cui rapporti si sono interrotti ormai da anni, si incontrano a cena nella casa romana di Titina: qui, alla presenza di Domenico Forges-Davanzati, il produttore esecutivo del film, discutono della possibilità di ricomporre il trio familiare-artistico sulle scene, per girare un film dal titolo Ragazze da marito (con Eduardo alla regia). In questa sede viene siglato una specie di armistizio; pare addirittura che, in tale circostanza, sui loro dissapori i fratelli siano arrivati persino a ironizzare.

In un’intervista rilasciata al giornale Epoca, del 17 marzo 1951, il minore dei tre De Filippo dichiarerà: “Mi piace il teatro, adoro la musica, per Napoli vado pazzo, credo nel cinema, e voglio bene a Eduardo e Titina”.
Il protagonista del film è il cavaliere Oreste Mazzillo (interpretato da Eduardo), un integerrimo e modesto impiegato ministeriale, ossessionato dalla moglie (Titina De Filippo) e dalle tre figliole, che vorrebbero salire i gradini della scale sociale. Oreste si lascia sedurre da un poco raccomandabile individuo, Giacomino (Peppino De Filippo), un traffichino che, spacciandosi per un esperto in scienze bancarie, indurrà il povero Oreste a favorire alcune pratiche di licenze d’esportazione, attraverso versamenti di compensi illeciti e inducendolo ad appropriarsi di una grossa somma di denaro.
Con la somma insanguinata, scaturita da loschi proventi, le tre figlie di Oreste, accompagnate dalla madre, riescono a recarsi a Capri, con lo scopo di trovare ognuna un buon partito. La vacanza però si rivelerà tutt’altro che rilassante, e ognuna delle tre figlie verrà coinvolta in avventure burrascose, salvo la più piccola, Gabriella, che riuscirà, pur attraverso mille imprevisti, a contrarre un buon matrimonio.
Ragazze da marito è un lungometraggio con atmosfere da commedia balneare e da neorealismo rosa, nato dalla penna di Age e Scarpelli con la collaborazione di Stefano Vanzina e dello stesso Eduardo, incentrato sulla quotidianità di  una famiglia piccolo-borghese patetica, a tratti finta, infida e ipocrita, alla strega di altri soggetti che hanno caratterizzato le pièce di Eduardo, anche se stavolta l’ambientazione è in tipica versione ministeriale romana.
L’opera rientra nel novero dei film girati nel primo lustro degli anni Cinquanta che, pur senza rinnegare né deprezzare il neorealismo, lo scavalca, sposando con tempismo le esigenze e i gusti di produttori e spettatori. Insieme al coevo Due soldi di speranza, questo lungometraggio percorre la strada maestra del “superamento” del cinema degli anni Quaranta attraverso una narrativa popolare, che mantiene sì gli elementi determinanti del neorealismo ma li fonda con tratti tipici della commedia all’italiana. Tra gli interpreti Peppino, che come attore sul grande schermo sembra funzionare meglio di Titina e del più celebre fratello.
Lodevoli le interpretazioni di Anna Maria Ferrero, una delle figlie dei coniugi Mazzillo, e del giovanissimo Carlo Croccolo, assistente dello scaltro Giacomino. Nonostante le ritrosie del produttore, fu Eduardo a puntare e insistere su Croccolo per quel ruolo: i fatti gli diedero ragione.






Ciak si (ri)gira − Quarant’anni di cinema italiano (1945-85)
Ragazze da marito 
regia
Eduardo De Filippo
soggetto Stefano Vanzina, Age e Scarpelli
sceneggiatu­ra Eduardo De Filippo, Stefano Vanzina, Age e Scarpelli
con Titina De Filippo, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Carlo Croccolo, Carlo Campanini, Delia Scala, Anna Maria Ferrero, Lianella Carell, Franco Fabrizi, Rosario Borrelli, Laura Gore, Monica Clay, Pamela Matthews, Lyla Rocco, Olinto Cristina, Ivo Garrani
fotografia Leonida Barboni
musiche Nino Rota
produttore Domenico Forges-Danzati
casa di produzione Titanus
paese Italia
lingua originale italiano
colore bianco e nero
anno 1952
durata 93 min.

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