“La gran parte degli editori non crede per niente alla letteratura, non crede negli scrittori, non crede in niente fuorché nel commercio e negli affari”

Da una lettera di Lucio Mastronardi a Guido Davico Bonino

Sabato, 15 Febbraio 2020 00:00

“Pane amore e fantasia” caposaldo del Neorealismo rosa

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Una pellicola destinata a lasciare un segno nella storia del cinema italiano è Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, del 1953. Al successo del film contribuì non poco l’interpretazione di Vittorio De Sica, strepitoso nei panni del “maresciallo maggiore Carotenuto Antonio”. La figura di De Sica nei panni del maresciallo dei carabinieri è entrata nell’immaginario popolare, tanto che ormai da anni sui calendari celebrativi dell’Arma dei Carabinieri si staglia imperiosa l’immagine di De Sica in divisa da maresciallo.

Il film rappresenta senza dubbio una delle massime vette della carriera di De Sica come interprete, ma anche del regista Luigi Comencini. Dopo essersi conquistato grande fama sul finire degli anni Quaranta grazie a Ladri di biciclette prima e grazie a Umberto D poi, capolavori assoluti del Neorealismo italiano, negli anni Cinquanta, De Sica accetterà di girare come interprete ruoli anche secondari in film considerati dalla critica dozzinali o “di cassetta”. Il vero motivo, come poi dichiarerà lui stesso negli anni a seguire, è solo di natura economica: compensare le consistenti perdite al gioco. Non è il caso di Pane amore e fantasia, film non particolarmente impegnato ma che si preannunciava di alto spessore perché diretto da un regista che De Sica stimava molto.
Il critico cinematografico Domenico Palattella, nel suo volume L’Italia del cinema dagli anni ’60 agli anni ’90. Mito, storie, curiosità, ci fornisce preziose informazioni: “L’idea alla base del film nacque casualmente da un incontro tra il regista Luigi Comencini e lo scrittore Ettore Maria Margadonna, che aveva da poco pubblicato una serie di ritratti di personaggi tipici abruzzesi: il maresciallo, la levatrice, il sindaco. Comencini volle trarre una commedia agrodolce da questo romanzo. Come protagonista del film fu individuato inizialmente l’attore Gino Cervi; il titolo di lavorazione era Pane e fantasia. Il soggetto venne rifiutato da diversi produttori, tra cui Antonio Mambretti, molto attivo quegli anni, perché considerato lesivo dell’onore del corpo dei carabinieri. Intervenne quindi Marcello Girosi, produttore e amico di Vittorio De Sica, che ottenne il beneplacito dell’Arma dei Carabinieri a condizione che il protagonista fosse proprio De Sica. Così, nacque questo delizioso film”.
Al fianco dell’attore nativo di Sora, venne ingaggiata una delle giovani attrici più promettenti dell’intero panorama cinematografico italiano di inizi anni Cinquanta, la bella ed energica Gina Lollobrigida, che aveva già lavorato con De Sica, l’anno prima nel Processo di Frine (tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Scarfoglio), uno degli episodi facenti parte del film Altri tempi, di Alessandro Blasetti del 1952. La Lollobrigida, nei panni della “bersagliera” (contadina bella e procace con un carattere indomito), vinse nel 1954 il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista. Un’altra interpretazione memorabile è quella di Tina Pica nelle vesti di “Caramella” la governante del maresciallo.
Il successo inaspettato sorprese tutti, a cominciare dai suoi stessi artefici. Comencini, Margadonna e De Sica stesso, quasi non si interrogarono sulle ragioni che erano alla base di tale enorme consenso e affluenza di pubblico. Il fortunato film divenne un filone con due pellicole come Pane amore e gelosia, girata dallo stesso Comencini, e Pane amore e... di Dino Risi, che furono entrambe all’altezza del primo. Poi il filone terminerà con Pane amore e Andalusia, lungometraggio nettamente inferiore malgrado il regista Javier Setó fosse coadiuvato dal De Sica stesso, affiancato nel film dal grande Peppino De Filippo.





Ciak si (ri)gira − Quarant’anni di cinema italiano (1945-85)
Pane amore e fantasia
regia
Luigi Comencini
soggetto e sceneggiatura Luigi Comencini. Ettore Maria Margadonna
conVittorio De Sica, Gina Lollobrigida, Memmo Carotenuto, Roberto Risso, Marisa Merlini, Virgilio Riento, Tina Pica, Vittoria Crispo, Maria Pia Casillo, Guglielmo Barnabò, Gigi Reder, Fausto Guerzoni, Nino Vingelli, Attilio Torelli, Checco Rissone, Alfredo Rizzo, Giulio Battiferri, Mario Meniconi, Violetta Gragnani, Amalia Pellegrini, Marcella Melnati, Ada Coangeli, Nietta Zocchi
fotografia Arturo Gallea
musiche Alessandro Cicognini
produzione Titanus
paese Italia
lingua originale italiano
colore bianco e nero
anno 1953
durata 92 min.

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