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Giovedì, 15 Giugno 2017 00:00

Storia della serialità televisiva

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Abbiamo già avuto modo di affrontare il volume di Giorgio Grignaffini ed Andrea Bernardelli, Che cos'è una serie televisiva, (Carocci, 2017) ricavandone una mappatura di forme e modelli delle produzioni seriali televisive, in questo nuovo scritto torniamo sul lavoro dei due studiosi per  tracciare le tappe principali che hanno scandito la storia delle produzioni americane e italiane.

Per quanto riguarda il versante statunitense si parte dalla “Prima Golden Age” (tra fine anni Quaranta e tutti gli anni Cinquanta del Novecento), periodo in cui la produzione di fiction per la tv propone soprattutto adattamenti di grandi classici della letteratura e del teatro, pur realizzando anche qualche soggetto originale. Che la televisione americana nasca commerciale, a differenza di ciò che accade in Europa, risulta evidente sin dai titoli delle prime produzioni di fiction: Kraft Television Theatre (NBC, 1974-1958), General Electric Theatre (CBS, 1953-62) ecc.
È attorno alla metà degli anni Cinquanta che prende vita una produzione più propriamente seriale, come nel caso di Alfred Hitchcock Presents (CBS, 1955-62) e Ai confini della realtà (The Twiligh Zone, CBS, 1959-64), serie prodotte ad Hollywood e non più in diretta. Per la sit-com degli anni Cinquanta il volume fa riferimento a produzioni “secondo modelli normalizzati che rappresentano la famiglia bianca, borghese e di classe media” (p. 53), come nel caso di Lucy ed io (I Love Lucy, CBS, 1951-57), evitando di debordare in questioni di classe, etnia o sesso. Le drama series sono tendenzialmente rivolte ad un pubblico maschile e si rifanno ai generi western, poliziesco, legal e science fiction, spesso ispirate a pubblicazioni come Weired Tales e Amazing Stories o al mondo dei fumetti, soprattutto dei supereroi. Nell'ambito western nel libro viene fatto riferimento a produzioni come Bonanza (NBC, 1959-73) ed a fortunate formule ibride (western + teen) come Rin Tin Tin (The Adventurs of Rin Tin Tin, ABC, 1954-59) e Furia, cavallo del West (Fury, NBC, 1955-60). Per il poliziesco la serie capostipite è indicata in Dragnet (NBC, 1952-70), mentre per il legal viene citato Perry Mason (CBS, 1957-66) e per la science fiction sono segnalati Ai confini della realtà (The Twiligh Zone, CBS, 1959-64) e Star Trek (MBC, 1966-1969). Al genere medical appartengono le serie Medic (NBC, 1954-56) e Ben Casey (ABC, 1961-66), mentre per quanto riguarda il poliziesco, si citano alcune produzioni di successo degli anni Settanta come Colombo (Columbo, NBC, 1971-78), Sulle strade della California (Police Story, NBC, 1973-78) e Charlie's Angels (ABC, 1976-81). Tra le sit-com degli anni Settanta vengono indicate produzioni come M.A.S.H (CBS, 1972-83) e Mary Tyler Moore (The Mary Tyler Moore Show, CBS, 1970-77) fortemente legate alle grandi questioni dell'epoca (dal Vietnam al ruolo femminile).
Gli anni Ottanta sono indicati come la “Seconda Golden Age” della televisione statunitense e come modello della trasformazione narrativa introdotta dal decennio Grignaffini e Bernardelli indicano Hill street giorno e notte (Hill Street Blues, NBC, 1981-87), serie, per l'epoca, fortemente aderente alla realtà che introduce più linee narrative a sviluppo parallelo nel corso di diversi episodi. “Inoltre, è da questa serie che si delinea il formato della serie serializzata; il vecchio modello della serie televisiva con episodi autoconclusivi viene affiancato da serie in cui esiste una continuità narrativa di episodio in episodio” (p. 58). Sono diversi i generi rivoluzionati nel corso degli anni Ottanta e tra le produzioni più innovative del periodo il volume ricorda A cuore aperto (St. Elsewhere, NBC, 1982-88), per il medical, e Moonlighting (ABC, 1985-89) per il genere detection.
Secondo gli studiosi è nel corso degli anni Novanta che si affermano le novità introdotte nel decennio precedente ed una delle produzioni seriali simbolo del nuovo decennio è sicuramente E.R. Medici in prima linea (ER, NBC, 1994-2009) con la sua ricerca di realismo, la struttura corale che conta più linee narrative in parallelo (multistandard), con i singoli episodi autoconclusi ma non di rado debordanti in varie linee narrative e con un'ibridazione del genere medical con tematiche sentimentali. Altro esempio importante di ibridazione negli anni Novanta è dato da X-Files (The X-Files, Fox, 1993-2002); qui ritroviamo tematiche care alla science fiction, al mystery/thriller, al poliziesco ed all'horror.
Arriviamo così a quella che alcuni studiosi indicano come “Terza Golden Age” della serialità televisiva. Tale nuova era prenderebbe il via nel 1999 con I Soprano (The Sopranos, HBO, 1999-2007) e The West Wing (NBC, 1999-2006), serie che cambiano radicalmente la costruzione dei personaggi, non di rado anomali e contraddittori. Tali tipologie di personaggi sono stati analizzati accuratamente da Andrea Bernardelli nel saggio Cattivi seriali. Personaggi atipici nelle produzioni televisive contemporanee (Carocci editore, 2016), già recensito su Il Pickwick.
Una delle novità principali di questo nuovo ciclo di opere riguarda il formato; tali produzioni “sono quasi tutte caratterizzate da una serializzazione 'spinta' o estremizzata, in cui la linea narrativa orizzontale prevale su quella verticale (o di episodio), al punto da annullare spesso la presenza stessa del caso di puntata creando un 'effetto serial', una continuità narrativa più vicina a quella dei formati della lunga serialità” (p. 63). Altri elementi caratterizzanti, sostengono gli studiosi, riguardano le trame sempre più complesse ed articolate sia a livello stagionale che pluristagionale e un'indiscussa cura tecnica ormai di livello cinematografico. Tra le serie in cui si riscontrano tali caratteristiche il volume cita Desperate Housevives (ABC, 2004-2012), Lost (ABC, 20004-10), The Walking Dead (AMC, 2010-in produzione), Boardwalk Empire (HBO, 2010-2014), Il trono di spade (Game of Thrones, HBO, 2011-in produzione), True Detective (HBO, 2014-2015) ecc.
Nonostante questa ondata di produzioni innovative, continuano a mietere successo anche opere più tradizionali come C.S.I. (CSI: Crime Scene Investigation, CBS, 2000-2015) e Criminal Minds (2005-in produzione) che comunque introducono una maggiore complessità nella caratterizzazione dei personaggi.
Tra le novità degli ultimi tempi Grignaffini e Bernardelli si soffermano sull'introduzione di un nuovo formato definibile come “antologico stagionale”, come nel caso di American Horror Story (Fox, 2011-in produzione), in cui ogni stagione propone una nuova storia con personaggi, ambientazioni ed eventi nuovi pur restando costanti le tematiche (fantastico-horror), qualche attore e, soprattutto, il gruppo di autori e produttori e la “filosofia di fondo”. Altra tendenza nella serialità televisiva è rappresentata dalla produzione di miniserie di pochi episodi stagionali, come ad esempio Top of the Lake (Sundance, 2013), composta da soli sei episodi.
Per quanto riguarda il versante italiano, il medium televisivo negli anni cinquanta del Novecento deriva le sue produzioni dal teatro e dalla letteratura. Tali produzioni vengono definite all'epoca con il termine romanzo sceneggiato, del tutto simile al costume drama britannico o ai primi teledrama statunitensi. Tra i primi sceneggiati girati in diretta vengono ricordati lavori come Piccole donne (1955), Orgoglio e pregiudizio (1957) e Piccolo mondo antico (1957). Certo non mancano serie d'importazione nordamericana – come Le avventure di Rin Tin Tin, andate in onda in Italia a partire dal 1956, Parry Mason ed Hitchkock presenta, arrivate nel 1959 – ma, sottolineano Grignaffini e Bernardelli, in Italia resta prevalente l'adattamento letterario e da ciò arrivano le prime forme di protoserialità televisiva nazionale come Nero Wolfe (Programma Nazionale, 1969-71), dai romanzi di Rex Stout, o I racconti di padre Brown (Programma Nazionale, 1970-71), dai romanzi di Gilbert Keith Chesterton. Non mancano sceneggiati nazionali di taglio più cinematografico come Il mulino del Po (1963), I miserabili (1964) ed I promessi sposi (1967).
La famiglia Benvenuti (Programma Nazionale, 1968-69) viene indicata come la vera capostipite delle produzioni seriali italiane; si tratta di una produzione originale per la tv con tutte le caratteristiche della commedia che rimanda tanto alla tradizione nazionale dell'avanspettacolo teatrale che alla “commedia all'italiana” cinematografica.
A partire dagli anni Ottanta, sull'onda del successo delle serie importate, cresce l'esigenza di una produzione seriale italiana più moderna, sebbene legata ai formati della miniserie e della sit-com. È proprio nel corso di questo decennio che, con l'esplosione delle reti commerciali, prende vita Casa Vianello (Canale 5, 1988-2005; Rete 4, 2005-07). Per quanto riguarda il genere drama gli anni Ottanta presentano La piovra (Rai 1, 1984) in sei puntate che poi si protrarrà in una vera e propria saga prolungata fino al 2001.
Negli anni Novanta vengono sperimentati i primi ibridamenti tra poliziesco e commedia che portano, nel decennio successivo, a serie come Carabinieri (Canale 5, 2002-08) e Don Matteo (Rai 1, 2000-in produzione). Con l'aprirsi del nuovo millennio prendono piede serie poliziesche di successo come Distretto di polizia (Canale 5, 2000-12), La squadra (Rai 3, 2000-07), L'ispettore Coliandro (Rai 2006, 2009, 2010) ed Il commissario Montalbano (1999-in produzione) composto da vari film tv, tratti dai romanzi di Andrea Camilleri. Nel volume viene anche individuato un filone “mafia” che vanta, ad esempio, produzioni seriali come Squadra antimafia (Canale 5, 2009-in produzione). Tra le realizzazioni seriali di maggior successo di pubblico ma, in questo caso, anche di critica, vengono elencate dal volume Romanzo criminale. La serie (Sky, 2008-10), Gomorra. La serie (Sky, 2014-in produzione) ed il recentissimo The Young Pope (Sky, 2016-in produzione).
Nel nuovo millennio non sono mancate serie eredi del tradizionale sceneggiato di derivazione letteraria o storica – come nel caso di Perlasca. Un eroe italiano (Rai 1, 2002) o Salvo D'Acquisto (Rai 1, 2003) – o di “storia del quotidiano” come Una grande famiglia (Rai 1, 2012-in produzione). Tra le tante storie famigliari di successo, ma più votate alla sit-com, elencate dagli studiosi si possono ricordare almeno I Cesaroni (Canale 5, 2006-14) ed Un medico in famiglia (Rai 1, 1998-2014). Recentemente hanno ottenuto  notevole successo anche produzioni che richiamano il melodramma sentimentale, si pensi ad esempio a Elisa di Rivombrosa (Canale 5, 2003-05) o a serie più vicine alla soap-opera come Il paradiso delle signore (Rai 1, 2015-in produzione).
A questo punto il volume di Grignaffini e Bernardelli, dopo essersi occupato delle modalità di classificazione e della storia delle produzioni televisive, procede descrivendo i processi ideativi e produttivi tentando, infine, di delineare lo sviluppo futuro della serialità televisiva.

 

 

 

Giorgio Grignaffini, Andrea Bernardelli
Che cos'è una serie televisiva

Carocci editore, Roma, 2017
pp. 128

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