"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Martedì, 07 Giugno 2016 00:00

Che aria tira ai Cantieri?

Scritto da 

I Cantieri Culturali alla Zisa, sede di manifestazioni di un certo interesse artistico – ricordiamo l’appena conclusa esposizione colossale del repertorio fotografico di Letizia Battaglia – non sono mai in fermento come in questo periodo dell’anno che vede non solo l’arrivo della calda estate palermitana – imparagonabile a qualsiasi altra estate! – ma, soprattutto, ospita dal 29 maggio al 5 giugno il Sicilia Queer FilmFest giunto quest’anno alla sesta edizione.

Gli hangar diventano sale cinematografiche e botteghe di ristoro, e gli spazi aperti dei Cantieri sono il luogo ideale per il convivio fittissimo dei cinefili accorsi o, nel caso specifico, della queer family panormita che non manca di sfoggiare la maglia rosa del festival.
Se frequentare la lobby culturale di questa città può sembrare restrittivo perché, come si dice, “si sa chi fa cosa e con chi”, la bellezza di vivere in una città come questa sta nell’eccitazione che si crea attorno alle novità, che siano locali o internazionali. E così il Sicilia Queer FilmFest edizione 2016 propone opere estere e palermitane in un ricco e variegato calendario di proiezioni, concerti, dibattiti, mostre e performance.
Nella quinta giornata del FilmFest ho assistito alla proiezione di Novecento di Bernardo Bertolucci, riportato in esclusiva sul grande schermo dopo quarant’anni dalla presentazione alla Mostra Internazionale di Venezia, introdotta dall’attrice Dominique Sanda, ospite del Sicilia Queer, attesa da un pubblico molto eterogeneo. Ad accoglierla all’ingresso del cinema De Seta, infatti, tante generazioni diverse: dai veterani che Novecento l’hanno visto alla sua uscita nelle sale, a quelli che l’hanno scoperto più tardi e amato anche fuori dal suo tempo, ai giovanissimi che invece ne avevano sentito solo parlare. In un’atmosfera mista di orgogliosa provincialità – qualcuno si aspetta gli anellini al forno nella pausa tra primo e secondo atto – e apertura internazionale al vecchio buon cinema, Dominique Sanda si dice contenta di essere a Palermo, città che, peraltro, il giorno dopo le avrebbe dato la cittadinanza onoraria per il ruolo assunto nel cinema italiano. Presentata da Umberto Cantone che ha curato la sezione retrovie italiane del festival, la Sanda, accento francese sporcato dalla lunga permanenza in Argentina, racconta il suo incontro con Bertolucci, il privilegio di lavorare con quello che lei chiama “il poeta dell’immagine” e il piacere di guardare alla sua carriera con soddisfazione. Racconta di aver sentito il regista al telefono qualche giorno prima di venire a Palermo e la perplessità di lui rispetto alla natura dell’evento: “Perché tornare nel passato?” aveva chiesto lui; “Perché è il passato che ha fatto il nostro presente” è stata la risposta di Dominique che ancora si emoziona nel parlarci del ruolo di Ada, il suo personaggio in Novecento: “Ada è uno dei personaggi che ho amato di più nella mia carriera ed è stato difficile dimenticare la sua bellezza, la sua complessità” confessa a noi che Ada l’amiamo ancora. E quando finalmente si abbassano le luci e partono i titoli di testa lei, dal buio della sala, esclama a voce alta: “Ah le musiche di Ennio Morricone!” ad omaggiare un altro grande dell’arte italiana che ha dato vita al film insieme al maestro Vittorio Storaro la cui fotografia aveva già lodato in precedenza: “Bernardo si è circondato solo di poeti come lui” aveva detto sorridendo.
Tra un atto e l’altro di questo grande affresco dell’Italia sotto le guerre, c’è il tempo di prendere un bicchiere di vino in una delle botteghe che si affacciano sulla via gremita e di addentrarsi negli spazi espositivi dei Cantieri. Something Queer. Corpo, territorio di relazioni, divisa tra la bottega 4 e il ridotto del cinema De Seta, è la mostra curata da Antonio Leone e Andrea Ruggieri con le fotografie di Abel Azcona, Ruben Montini, Gonzalo Orquín, Seckin Tercan. Questo gruppo di artisti ha esplorato le molte possibilità del corpo compromettendone la natura attraverso gli artifici dell’arte per restituirci un’immagine diversa dal consueto. Alle spalle di questi due edifici poi si trova un piccolo cortile, entusiasticamente nominato Arena, che funge da seconda sala. Nella stessa sera proiettano Al di là dello specchio, documentario di Cecilia Grasso sul mondo del Kinging. Si torna a parlare di corpo. Dai racconti di un gruppo romano di Drag King, ambiente forse troppo poco esplorato nel nostro Paese, la regista tira fuori una narrazione di affermazione identitaria che si attua tramite il cambiamento. Queste donne raccontano il travestimento come pronuncia di un sé nascosto, come strumento per scoprirsi, come spettacolo funzionale.
L’aria che tira ai Cantieri è l’aria queer della curiosità e dello scambio. È l’aria coinvolgente, eclettica, festosa creata dal Sicilia Queer, sostenuta dal formicaio di volontari che si mette all’opera ogni giorno, resa viva dalla partecipazione cospicua della città di Palermo. È l’aria ricca che tutta si può racchiudere nelle parole di Nino Gennaro che fanno da claim al FilmFest: “La fatica di rientrare nella media e la felicità di non riuscirci”.

 

 

 

Sicilia Queer FilmFest

Novecento
regia
Bernardo Bertolucci
soggetto e sceneggiatura Franco Arcalli, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci
direttore della fotografia Vittorio Storaro
musiche Ennio Morricone
con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Romolo Valli
paese Italia, Francia, Germania
lingua originale italiano
colore a colori
anno 1976
durata 310 min.
Palermo, Cinema De Seta, Cantieri Culturali alla Zisa, 2 giugno 2016


Something Queer. Corpo, territorio di relazioni
esposizione a cura
di Antonio Leone, Andrea Ruggieri
fotografie di Abel Azcona (Spagna), Ruben Montini (Italia), Gonzalo Orquín (Spagna), Seckin Tercan (Turchia)
Bottega 4, Ridotto del Cinema De Seta, Cantieri Culturali alla Zisa
Palermo, dal 29 maggio al 5 giugno 2016


Al di là dello specchio
regia
Cecilia Grasso
paese Italia
anno 2015
durata 54 min.
Palermo, Arena, Cantieri Culturali alla Zisa, 2 giugno 2016

Lascia un commento

Sostieni


Facebook