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Venerdì, 05 Febbraio 2016 00:00

Le avventure di un centenario

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Allan Karlsson è un centenario che vive in una casa di riposo dalla quale, il giorno del suo centesimo compleanno, decide di fuggire saltando dalla finestra. Ovviamente Allan non salta letteralmente dalla finestra. Vi immaginate un centenario che salta dalla finestra? Come minimo si sarebbe rotto un femore e il film si sarebbe concluso in un letto d’ospedale al decimo minuto.

Ma comunque scappa da lì. Da quel momento in poi inizierà per Allan una vera propria fuga. Una fuga quasi inconsapevole. Fugge dalla casa di riposo, si, ma fugge anche da una banda di centauri che cercano una valigia piena di denaro, che era stata affidata a un membro della banda e di cui Allan si è impossessato, quasi per caso, alla stazione. E proprio tutto quello che accade nella vita di Allan accade per caso. La sua vita è una serie di eventi quasi completamente scollegati tra loro che si susseguono con una strana logica che forse logica non è. Ma forse quel caso non è altro che il destino, come afferma la madre di Allan prima di morire: "Le cose vanno come devono andare" e forse, quindi, tutto quello che accade è l'attuarsi di un piano già scritto. Un piano che prevede che Allan se la cavi in ogni situazione. Perché Allan se la cava proprio sempre. Nei modi più assurdi ma se la cava, quasi sempre a prescindere dalla sua volontà.
Ed effettivamente guardando il film l'impressione che si ha è che Allan sia solo uno spettatore. A lui le cose succedono e basta. Insomma, riesce a fuggire dalla casa di riposo e ad evitare i centauri che rincorrono la valigia che porta con se. Come? Andando dritto per la sua strada, perché Allan non fa nulla per evitare eventi o situazioni. E neanche se ne preoccupa. Quello che si limita a fare è aggirare gli ostacoli senza crucciarsi troppo per come dovrà fare, anche perché il più delle volte le cose si risolvono da sole. Così proseguirà il film fino alla fine, momento in cui la polizia abbandonerà le ricerche di Allan che nel frattempo sarà arrivato a Bali con la sua valigia piena di soldi dopo aver sterminato la banda di centauri.
È proprio lo stesso Allan a narrare la sua storia partendo dal suo ingresso nella casa di riposo e proseguendo spezzando il flusso degli eventi con dei flashback che narrano le sue curiose vicende e che spiegano come Allan sia diventato quello che è. Dall’amicizia con Francisco Franco, alla partecipazione al Progetto Manhattan, grazie alla sua dimestichezza con gli esplosivi, la collaborazione con la Russia di Stalin fino alla caduta del muro di Berlino. Allan quindi è il motore del film più che un reale protagonista, è la miccia che dà involontariamente origine a situazioni comiche e a tratti grottesche. Un film tutto sommato simpatico che rivisita e ribalta il consueto ruolo della figure degli anziani nel cinema. Ruolo che rifiuta lo stesso Allan quando decide di saltare dalla finestra.
Insomma, a me il film non è affatto dispiaciuto. E solitamente i film comici mi fanno venire l’orticaria. Ma la figura di Allan rende il tutto un po’ più tenero e ammorbidisce le reazioni dello spettatore anche di fronte a scene che sfiorano l’assurdo. E di scene simili ce ne sono in abbondanza. Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è così, un film assurdamente carino a cui si perdonano anche le scene più lente che, paradossalmente non sono quelle che riguardano il nostro caro centenario.

 

 

 


Retrovisioni

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve  (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
regia Felix Herngren
soggetto Jonas Jonasson (romanzo)
sceneggiatura Felix Herngren, Hans Ingemansson
con Robert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg, Mia Skäringer, Jens Hultén, Bianca Cruzeiro, Alan Ford, Sven Lönn, Georg Nikoloff, Ralph Carlsson
distribuzione Eagle Pictures
paese Svezia
lingua originale svedese
colore a colori
anno 2013
durata 114 min.

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