“Ho forse dormito mentre gli altri stavano soffrendo? Sto forse dormendo in questo momento?”

Samuel Beckett; Aspettando Godot

Giovedì, 31 Dicembre 2015 00:00

L'apparenza inganna: "American Hustle"

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Mi sarebbe piaciuto iniziare raccontando qualcosa della trama, ma la trama è così lunga e intricata che finirei per perdermi, sicuramente inciamperei nella consecutio temporum, tante sarebbero le subordinate di primo e secondo grado, per non parlare delle incidentali, che finirei per fare una figuraccia e voi non capireste nulla o, nella migliore delle ipotesi, vi ritrovereste, matita alla mano, a semplificare il tutto per arrivare al nocciolo della questione. Parlo della trama di American Hustle – L’apparenza inganna di David O. Russell, di cui tutti avrete sentito parlare.

Tante nomination agli Oscar, tanti bravissimi attori protagonisti e non e tante belle cose. Ma, come dice il titolo, l’apparenza inganna. E alle molte candidature non corrisponde il film che credevo che avrei visto. La trama intricata di cui parlo, riassumendo o, almeno, tentando di riassumere, narra, basandosi su una vicenda realmente accaduta negli anni ’70, la storia  di due truffatori, Irving Rosenfeld (Christian Bale) e l’amante Sindey Prosser (Amy Adams), che saranno costretti dall’agente dell’FBI Richie Di Maso (Bradley Cooper) a collaborare con lui all’operazione Abscab con l’obiettivo di incastrare diversi esponenti politici sospettati di accettare tangenti in cambio di favori.
Le cose prenderanno però una brutta piega a causa della moglie di Irving Rosenfeld, Rosalyn (Jennifer Lawrence), una scheggia fuori controllo, psicologicamente poco stabile che, gelosa della relazione tra il marito e Sidney, finirà per farsi scappare dei particolari che rischieranno di far saltare la fitta trama di inganni e, conseguentemente, l’operazione.
American Hustle è, appunto, un’intricata rete di menzogne, una storia fatta di scatole cinesi, un Inception che non costruisce sogni nei sogni, ma inganni negli inganni. Bugie attraverso cui ognuno cerca di sopravvivere e di cambiare la propria vita, ingannando gli altri e, non in ultimo, se stesso. Irving Rosenfeld, truffatore per mestiere, vive una triste vita coniugale con Rosalyn, che finge di amare per amore del figlio di lei che lui ha adottato e ama, veramente questa volta, la bellissima Sidney, che finge di essere l’inglese Edith, affascinata, non ho capito se realmente o solo per il proprio tornaconto, dall’agente Richie Di Maso, il quale, a sua volta, fingerà di essere un socio dei due truffatori per poter portare a termine l’operazione che gli darà la gloria tanto attesa, che lo renderà la persona che vuole essere e che non è. Ognuno è, come direbbe Luigi Pirandello, “uno, nessuno e centomila”. Tutti nel film indossano una maschera che faticano a togliere e che smette di essere mera apparenza diventando realtà. Una realtà che si confonde con le bugie che diventano quotidianità, che diventano certezze. La gente, come affermerà lo stesso Irving, crede a quello a cui vuole credere. E per i protagonisti, l’inganno è più confortante di una realtà deludente da cui tutti preferiscono fuggire anche solo fingendo. Una storia fatta di inganni, quindi, i cui confini cominceranno a diventare meno nitidi col procedere della storia, una storia che non permette distrazioni allo spettatore, in cui ogni minuto fornisce dettagli che permetterebbero di valutare quanto accade come finzione o realtà.
Una trama ricca ma, ahimè, veramente troppo lenta che mette a dura prova la resistenza dello spettatore. Manca di quella suspense che tiene col naso incollato allo schermo. Quella suspense che lo avrebbe reso un bel film, un grande film e che invece, così, sarebbe stato tollerato meglio diviso in puntate. Migliora sul finale, se ci si arriva svegli. Io ho faticato parecchio ma ce l’ho fatta. Ed è solo a questo punto che menzogna e realtà smetteranno di essere una massa indistinta. Ognuno dovrà, infatti, fare i conti con quella realtà che tutti hanno sempre rifiutato e in cui è difficile sopravvivere per chi ha sempre vissuto nell’inganno. Insomma, non contando le eccellenti interpretazioni, pare che la cosa più azzeccata di tutto il film, sia il titolo.

 

 

 

American Hustle
regia
David O. Russell
con Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Robert De Niro, Michael Peña
sceneggiatura David O. Russell, Eric Warren Singer
produttori Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison
casa di produzione Atlas Entertainment Annapurna Pictures
fotografia Linus Sandgren
musiche Danny Elfman
paese USA
lingua originale inglese
colore a colori
anno 2013
durata 138 min.

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