“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00

#comicon2015: re-evolution

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Quello che volevo fare con questo articolo, all'inizio, era cercare di raccontare in poche parole quello che ho visto, sentito e vissuto nei quattro giorni del Napoli Comicon. Un reportage semplice e diretto.
Lungo la strada, però, ho cambiato idea: sabato 2 maggio si sono tenuti i Premi Micheluzzi, un po' gli Oscar del fumetto per intenderci, e, tra le categorie premiate, il miglior fumetto è stato Le ragazzine stanno perdendo il controllo. Niente di che, direte: l'ennesimo prodotto di qualche grande casa editrice che vede premiato un buon marketing (in stile La grande bellezza di Sorrentino per intenderci): beh, sbagliato. Prima di tutto, la trasparenza della giura era innegabile, e poi il fumetto firmato da Ratigher è autoprodotto, le copie fisiche sono terminate – pare – per sempre, ma ve lo potete scaricare gratuitamente e legalmente seguendo il link nel suo blog.

Per farvi capire l'impatto che ha avuto su di me la cosa, è un po' come se il vostro filmino sul Natale trascorso in famiglia vincesse un David di Donatello senza nemmeno essere in gara.
I Premi Micheluzzi sono uno degli eventi cardine del Comicon per gli "addetti ai lavori". Un po' meno purtroppo per il pubblico, o almeno per buona parte di esso. Il magister Manara, sul palco, editori e fumettisti in una sala, quella dell'auditorium Cartoona, che conterrebbe molti più dei presenti quel giorno. Ma dopo 'sto pippone, cosa ve voglio di'?
Che il Comicon, giunto alla sua diciassettesima edizione, è arrivato a una svolta.
Sin dalla sua nascita, una piccola fiera in cui pochi credevano, come ha sottolineato il suo direttore generale Claudio Curcio, ha cambiato pelle più e più volte. Ma a mio parere mai come ora, in un periodo storico in cui qualunque tipo di media ha la possibilità di reinventare se stesso, fiere come questa hanno la possibilità di fare la differenza.
Non è proprio un articolo questo, è quasi una preghiera.
Perché è tutto molto bello dietro le quinte, tra disegnatori che riconoscono a vicenda i propri meriti, il ricordo delle matite spezzate da infausti e drammatici eventi, la solidarietà e l'amichevole concorrenza che si percepiscono stando a pochi metri da loro, ma da fuori la sensazione è un po' diversa.
Se dentro le sale dedicate agli incontri la gente era poca ma "buona", fuori, tra i prati e gli stand, non c'era altro che folla. Ben distribuita (quest'anno lo spazio era IMMENSO, davvero) ma indistinta, fatta perlopiù di ragazzi che hanno trascorso la maggior parte del tempo lì, senza far nulla, per fare numero, giusto per dire "io ero al Comicon, hai visto su Face?", senza dare il proprio potenziale apporto alla fiera in sé. Insomma, dentro Milo Manara e Tanino Liberatore discutevano amabilmente del fumetto di oggi, delle sue potenzialità, dei fumettisti emergenti che stanno iniziando a lasciare il proprio segno sulla scena italiana e non, fuori invece i free hug e qualche cosplay (pochi, soprattutto se non consideriamo la domenica della Cosplay Challenge).
La svolta quindi? Quella di coinvolgere meglio questa massa di potenziali lettori, di renderli in qualche modo un po' più partecipi di questo mondo che si evolve ogni anno che passa in maniera sempre diversa e alle volte imprevedibile.
Certo: vi sto chiedendo per un secondo di entrare in un negozio-nostalgia, di passeggiare tra gli scaffali un po' impolverati pieni di action figure, fumetti d'annata, con un simpatico vecchietto alla cassa che di ogni pagina conosce la storia e l'importanza, che ricorda ogni disegnatore e li riconosce solo dal tratto. Sì, vi sto chiedendo di entrare, posare gli smartphone e ascoltare un po' quel signore con le rughe intorno alle labbra e gli occhi consumati a furia di sfogliare pagine e pagine.
Quello che un po' è mancato quest'anno, che avrebbe incoronato questa edizione come una delle migliori di sempre è proprio questo: la voglia di esserci perché si vuole fare un tuffo tra chi quelle pagine le crea, che racconta per immagini storie vive e a volte eterne, per chi della sua arte ha fatto un mestiere. Chiedendo un po' in giro alla gioventù bruciata dal sole quasi estivo sul perché quest'anno erano tutti lì, le risposte sono state (in sintesi) "sono qui per Maccio Capatonda", "sai se ci sono i The Jackal?", "dove firmano gli autografi i Nirkiop?". Qualcuno, certamente, mi ha anche detto: "Voglio vedere Manara", certo, ma erano genitori, adulti, più qualche adolescente un po' più smaliziato degli altri.
La gran parte non era lì per i fumetti. È questo un po' mi ha fatto male. Io stesso sono un neofita in questo mondo, dopo anni passati a leggere romanzi e libri solo di recente sono stato contagiato anche da questo magico mondo, ma non ne uscirei mai. Sono talmente tanti i talenti che ci sono in Italia e fuori, anche senza dover guardare necessariamente nei vivai di Marvel e DC, che non basterebbe una vita per leggerne.
Il discorso è un po' nostalgico, dicevo, ma capitemi: sono stato a diverse edizioni del Comicon, neanche ricordo più il numero preciso, e ho visto questa fiera allargarsi a perdita d'occhio, migliorare sotto tanti punti di vista spinta anche dal feedback che il pubblico ha dato di anno in anno, ma questo aspetto non è mai cambiato del tutto. Credo che l'unica cosa che sia mancata al Comicon 2015 sia proprio un tentativo più concreto di far conoscere meglio al pubblico di newbie come me la galassia di china e colori. L'ulteriore step che andrebbe fatto è proprio quello di passare da vetrina dove chi vuole può mettersi in mostra, farsi conoscere o riconoscere, a un giusto mix di spazio espositivo e solide intenzioni di diffondere cultura fumettistica. Un tentativo di portare sul palco un po' meno Youtuber e comete di tv e internet e di guidare il pubblico a interagire con gli artisti e gli editori. Le sale dedicate alle conferenze erano spesso semivuote, o comunque mai piene, nemmeno per il concerto gratuito dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Caro Comicon ti scrivo: sei una bella, meravigliosa creatura, in costante crescita, hai quasi diciotto anni ormai, e spero che la maturità ti faccia sbocciare nel meglio delle tue potenzialità. Sarebbe un mondo senza dubbio meno ricco se non ci fossi, ma questo non vuol dire che per esserci devi dimenticare da dove sei venuto. Evolvi. Ri-evolvi.

Al prossimo anno,

A.

 

 

Napoli Comicon 2015
Napoli, Mostra d'Oltremare, dal 30 aprile al 3 maggio 2015

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