“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Venerdì, 28 Febbraio 2014 00:00

L’omofobia e la malattia: "Dallas Buyers Club"

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“A volte mi sembra di lottare per una vita che non avrò tempo di vivere”

Texas, patria dei machi cowboy americani. Siamo tra il 1985 e il 1988 e la trama di Dallas Buyes Club è ispirata ad un storia vera: il rude Ron Woodroof (Matthew McConaughey) conduce una vita sregolata a base di alcool, droga e sesso; proprio a causa di un rapporto sessuale non protetto con una tossicodipendente contrae l'HIV e gli vengono dati trenta giorni di vita. La presa di coscienza del protagonista nel non avere realmente un domani a causa della contrazione del virus apre un calvario di medicinali poco testati e molto inefficaci, fino all'estrema soluzione di sconfinare in Messico alla ricerca di cure alternative.

Lì verrà a conoscenza dell'esistenza di farmaci e cure più efficaci, ma non approvate negli Stati Uniti, che deciderà di cominciare ad importare e vendere a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno, iniziando un braccio di ferro legale con il proprio Paese. Ron Woodroof parte dalla posizione più deprecabile, preda di tutti i principali vizi e colmo d'odio verso chiunque non sia come lui, in particolare gli omosessuali e transgender, ma la prossimità alla morte lo costringerà a rivedere la propria intolleranza e ad aprirsi a un commercio e una benevolenza verso il prossimo specie quando incontra Rayon (Jared Leto), un transgender tossicodipendente e anch’egli sieropositivo.
Il film di Jean-Marc Vallée, appezzato moltissimo dalla critica e in corsa agli Oscar con ben sei nomination e che già ha fatto guadagnare a McConaughey un Golden Globe come migliore attore in un film drammatico, vuole offrire una doppia possibilità di redenzione al protagonista arrivando quasi a trasformarlo in un salvatore o santo: da un lato Ron Woodroof rivedrà le sue posizioni circa l’omosessualità seppur con qualche riserva, dall’altra diventa, per tutti i malati di AIDS, il simbolo della lotta, della voglia di vivere e della vittoria ottenendo il giusto riscatto riuscendo a vivere molto più di quanto avevano diagnosticato i medici.
Un film commovente e che convince anche se in alcuni momenti l’impressione di una ricetta diabetica pensata a tavolino si fa sentire; notevole l’interpretazione di McConaughey che per l’occasione è diventato irriconoscibile ed emaciato perdendo venti chili e ben lontano dai ruoli di sex symbol palestrato ai quali spesso ci aveva abituato. Anche Jared Leto nel ruolo del transgender ha perso oltre tredici chili e in molte interviste ha dichiarato di aver studiato affondo il mondo dei transessuali vivendo con loro, carpendo i dettagli nei movimenti, nella gestualità, nel modo di pensare.
Dallas Buyers Club affronta un tema molto delicato, quella malattia che quasi si aveva paura di nominare negli anni Novanta e che non si conosceva, l’HIV e lo fa in modo molto sincero e semplice attraverso due facce della stessa medaglia: Ron Woodroof, che rappresenta il cinismo e l’omofobia verso un virus considerato da lui stesso “malattia da froci”; Rayon, transessuale di buon cuore e sensibile con il quale Ron condivide lo stesso destino. È chiaro che il film è contestualizzato ad una società sul finire degli anni Ottanta, periodo dove parlare appunto di AIDS era considerato tabù soprattutto considerando la scelta geografica del luogo di svolgimento del film: il Texas, riserva dell’uomo virile made in Usa.
Il film mostra al mondo una società che purtroppo ancora oggi si preoccupa maggiormente delle scelte sessuali altrui, piuttosto che della salute fisica, ma, anche se in una piccola parte, esistono la tolleranza, l'amicizia, la convivenza, la stima, l'amore, che sovrastano ogni altra tipologia di scelte di vita.
Molti passi avanti sono stati fatti dal 1988, anche se ancora oggi si muore di HIV purtroppo, e proprio per questo pellicole come Dallas Buyers Club ci portano alla realtà emozionando e coinvolgendo. Una frase del film è: “Dare to live”, “Osa vivere” in italiano, e proprio osando il protagonista supera tutti quegli ostacoli che la vita, la società, un sistema troppo rigido e razzista, gli pone davanti.
E allora, osate vivere, sempre.

 

 

 

Dallas Buyers Club
regia Jean-Marc Vallée
sceneggiatura Craig Borten, Melisa Wallack
con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Steve Zahn, Dallas Roberts, Michael O'Neill, Dennis O'Hare, Griffin Dunne
fotografia Yves Bélanger
musiche
Danny Elfman
produzione
Robbie Brenner, Rachel Winter
paese
Stati Uniti
lingua originale inglese
colore a colori
anno 2013
durata 117 min.

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