“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Lunedì, 06 Maggio 2013 02:00

L'Angelo di Belluno

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Attraverso il volgere di secoli di storia dell'arte, vi è un mondo di geni del pennello, di maestri della parola e di artisti dello scalpello, fuori dai canali tradizionali, lontani dalla fama, avulsi dalla critica superficiale, che hanno lasciato tracce criptiche ma indelebili delle loro immense capacità.
Uno di questi è certamente Angelo Majer, di Chiesa di Goima, lì dove le montagne di Belluno si specchiano nelle imponenti vette Dolomitiche.
Angelo fece del legno la sua forma mirabile di espressione raggiungendo un livello qualitativo che raramente in Italia trovò eguale valore.

Ancora giovanissimo viene mandato a Venezia dai suoi genitori per "apprendere l'arte dell'intaglio" alla scuola di Besarel, di cui fu apprezzato allievo pria e capace collaboratore poscia. Valentino Besarel era il migliore intagliatore della Laguna e la sua lectio fu fondamentale nella crescita artistica del nostro. Angelo, infatti è talmente bravo che non ancora trentenne viene chiamato a Vienna per la creazione dei regali arredi nella sede estiva degli Asburgo, quel meraviglioso e sfarzoso castello di Schönbrunn,  in cui risiedono il principe Francesco Giuseppe I e la splendida principessa Sissi. Otto anni di  incredibile mobilio, per poi tornare in Italia ed aprire la sua bottega a Belluno, iniziando una produzione di capolavori lignei su soggetti religiosi.
La semplicità e la grazia dei volti, terreni ma mai rozzi, rendono le sue opere allo stesso tempo rare, vive e ricercate. Le mistiche e nobilissime Statue di S. Antonio Abate, Francesco, Giuseppe e Anna scolpite per la chiesa di S.Pietro, rappresentano esempi ineguagliabili di alta qualità scultoria. Le teste degli Apostoli sul coperchio del Fonte Battesimale nella chiesa di S. Maria delle Grazie, di fronte al Duomo di Belluno, sono come lui stesso le definisce, "piccole, vigorose ed espressive". La statua policroma di Sant'Anna con la piccola Maria commissionata da Zoldo, per la chiesa di S.Nicolò, è un autentico unicum ligneo, con un'ardita quanto pregiata rappresentazione di Maria bambina dai capelli ricci e rossi. E dolci e gioiosi nella loro umiltà espressiva si mostrano gli angioletti scolpiti per la Cattedrale di Belluno.
Il 25 aprile del 1913 a soli 48 anni, Angelo Majer muore a Venezia, lasciando nel pieno dolore la moglie e i suoi ben otto figli.
Cento anni dopo, Chiesa, la frazione montana che gli aveva dato i natali, ha colmato un colpevole vuoto di riconoscimento dedicandogli una strada nello stesso luogo dove era nato. Umile e geniale figlio di questa terra, ha lasciato in questa terra grandi e irripetibili testimonianze delle sua capacità cesellatorie
Le sue testimonianze geniali sono ancora oggi godibili nelle chiese zoldane, nel duomo e nel  museo civico di Belluno, e tra lo sfarzo di Schönbrunn. Volti pieni di grazia e di semplicità, raffigurazioni religiose e non, pezzi originali di mobilio, composizioni davvero straordinarie nelle quali il legno si abbandona complice alle volontà della sua mano.
Angelo è uno dei grandi artisti, fuori dai circuiti della critica quotidiana, lontano dalle correnti dei soliti noti, avulso dal giudizio di finti esperti di storia. Angelo è uno dei grandi artisti, poco conosciuti e di sublime ingegno creativo, che l'arte in tutte le sue forme ha offerto a chi ha avuto la capacità e la sensibilità di usufruirne. Il corso dei secoli è colmo di grandi artisti caduti nell'oblio della storia, che ora alla storia chiedono consapevoli una rivincita. Angelo Majer ha già ottenuto la sua rivincita e per la gioia  dei veri ricercatori della bellezza nell'arte, si erge da fiero vincitore.

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