“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Mercoledì, 12 Giugno 2019 00:00

Arte e politica fra il ’68 e il ’78 in mostra a Roma

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Presso la Galleria Mascherino è in corso la mostra Combat Art: Roma 1968-1978, dedicata ai rapporti tra arte e politica nella scena romana degli anni Settanta.

Attraverso una selezione di dipinti, disegni, fotografie, serigrafie, manifesti e bozzetti cinematografici, copertine di dischi e libri, riviste e fanzine la mostra intende evidenziare affinità e divergenze tra realizzazioni del decennio del “lungo sessantotto” appartenenti a differenti ambiti espressivi.
Le opere di autori come Franco Angeli, Nanni Balestrini, Tomaso Binga, Tano D’Amico, Agnese De Donato, Pablo Echaurren, Sergio Lombardo, Mario Schifano, Giuseppe Tubi, che, pur con modalità diverse, hanno interpretato le nuove istanze sociali ed estetiche di quel decennio turbolento, sono poste in relazione con la ricerca grafica di impegno politico del medesimo periodo al fine di raccontare la storia dell’immaginario visivo di uno dei periodi più fecondi della storia artistica e politica del Novecento italiano.
“La scelta di questi artisti di ricorrere all’uso di stencil, serigrafie o di tecniche affini a quelle adoperate in campo grafico risponde, oltre che a fattori strettamente formali, all’esigenza di allargare il bacino di fruitori attraverso il superamento del concetto di unicum dell’opera nella prospettiva politica di un’arte diffusa e non elitaria. Molte delle opere in mostra non soltanto evidenziano la predilezione per soggetti apertamente politici diffusa nella neoavanguardia romana, ma sono anche esempi significativi del dialogo tra cultura alta e iconosfera mediatica tipico di quella stagione. Alcuni tra i lavori di arte moltiplicata presenti nell’esposizione hanno avuto, inoltre, finalità politiche ancora più immediate, perché prodotti appositamente per sostenere l’attività di gruppi extraparlamentari come Potere Operaio o l’Unione dei Comunisti Italiani Marxisti-Leninisti”.
Al fine di confrontarsi con le trasformazioni sociali in atto, diversi artisti se da un lato attingono al repertorio di immagini grafiche e mediatiche del periodo, dall’altro finiscono anche per influenzarlo  illustrando riviste e quotidiani o progettando la grafica di libri e manifesti. “Le battaglie per i diritti civili, le rivendicazioni salariali, il femminismo, le marce pacifiste, l’interesse per la Cina, l’anticapitalismo, la strategia della tensione e l’emergere della lotta armata sono i temi attorno a cui ruotano le immagini esposte, accomunate da uno slancio utopico e da una conflittualità dichiarata, che documentano l’urgenza di cambiamento emersa nel decennio”.
Gli artisti esposti vivono il rapporto tra arte e politica in maniera differente: “La serigrafia con Mao Tze Tung di Sergio Lombardo propone ad esempio una rilettura concettuale dell’icona, attraverso l’introduzione di una legenda esplicativa che, tautologicamente, indica i nomi dei colori usati per realizzarla. Di carattere metalinguistico sono anche le opere di Mario Schifano, dove suoi quadri della serie Compagni Compagni sono da lui fotografati all’aperto, in un parco, prima di essere trasportati in mostra. Più diretto è invece il coinvolgimento politico espresso dai dipinti, i disegni e le litografie di Franco Angeli: dagli half dollar che demistificano l’imperialismo nordamericano, alle diverse rappresentazioni di cortei di operai e studenti realizzate dall'artista a ridosso del '68, quando il suo legame con i movimenti antagonisti si fa più stretto”.
Dopo questa esposizione dedicata ai rapporti tra arte e politica, che resterà aperta fino al 15 giugno – con un finissage previsto per il 13 giugno 2019 alle 18.30 – la Galleria Mascherino proseguirà, nella prossima stagione, con una mostra dedicata alla rilettura dell’eredità dei regimi totalitari da parte di artisti italiani e internazionali attivi negli anni Sessanta e Settanta.


 



Combat Art: Roma 1968-1978
Galleria Mascherino

Roma, dal 16 aprile al 15 giugno 2019

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