“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Venerdì, 03 Giugno 2016 00:00

Genius loci. Una mostra sulla luce

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L’atmosfera e il peso di un luogo sono stati, fin dall’antichità romana, le basi su cui l’uomo ha costruito la propria identità, sia quella come singolo individuo nella sua dimensione intima, sia quella come gruppo nella sua dimensione culturale.

Il concetto di genius loci è stato più volte associato a quello di un’identità naturale o soprannaturale posta a protezione di un luogo. Più recentemente, è stato usato in architettura per connotare il carattere proprio di un luogo, il quale deriva anche dalle attività dell’uomo e al modo con cui esso abitualmente vive quell’ambiente. Ecco che diverse dimensioni si uniscono a creare dei luoghi unici, di cui si riesce a percepire quasi il respiro. È proprio con l’intento di preservare la magia di un luogo che Graziano Marini e Claudia Bottini hanno organizzato e curato le due mostre che vanno sotto il cappello di Sculture di Luce.
La prima vede protagonisti diversi artisti di fama internazionale che, durante il loro percorso formativo, si sono trovati a lavorare con il vetro. Materiale che, quasi per antonomasia, si presta a modulare la luce, a rifrangerla, a cambiarne le sfumature cromatiche. Quale luogo migliore del Museo del Vetro di Piegaro per accogliere questi modulatori di luce?
Il complesso si trova nell’antico borgo di Piegaro, un piccolo agglomerato di case in pietra abbarbicato sulle colline che fanno da corolla al fiume Nestore. La vetreria, splendido esempio di archeologia industriale – come testimoniato dalla ciminiera in mattoni, la cui base oscura una delle vetrate principali – permane nella sua struttura originaria a mo’ di pietra miliare atta a raccontare la storica produzione vetraria di Piegaro, protrattasi dal Medioevo fino agli ultimi anni Sessanta del XX secolo.
La mostra è stata allestita in modo da conservare lo spirito del luogo. Le opere degli artisti, provenienti da tre poli fondamentali della produzione artistica vetraria, si uniscono in questo luogo dove la presenza del genius loci è tangibile come l’ingombrante statua di un Buddha, ma il loro inserimento non va a intaccare lo spirito della vetreria. Le opere in vetrofusione dei maestri altaresi, provenienti dal MAV-Museo dell’Arte Vetraria Altarese, insieme a quelle degli artisti umbri e a quelli che, nel 2012, avevano già partecipato alla biennale di Vetro a Sansepolcro, si inseriscono infatti in questo tessuto dai rustici tratti industriali senza intaccarlo, senza disturbare il sonno del genius. Si fondono, senza creare increspature, tra i fiaschi di vari dimensioni, tra gli strumenti in ferro accantonati in favore degli ultramoderni macchinari industriali; sfilano, discreti, attorno alla base dell’antico forno il cui aspetto, fatto di bassi mattoni e di una colata di vetro scuro, ricorda quello di una piscina carbonizzata e poi congelata a seguito di un disastro di proporzioni bibliche.
Opere delicate poggiano sui resti sabbiosi dei cunicoli sotterranei che, un tempo conduttori del calore del forno, oggi trasudano umidità. Questa sembra cristallizzarsi nell’enorme e suggestiva colata di vetro che, dal momento della dismissione nel 1968, ha trasformato per sempre la camera di contenimento, creando una visione incredibile e sicuramente unica.




Sculture di Luce

opere di Antonella Farsetti, Tommaso Cascella, Bruno Ceccobelli, Dominique Landucci, Enzo Esposito, Luciano Fiannacca, Annamaria Gelmi, Fukushi Ito, Enzo L’Acqua, Graziano Marini, Carlo Nangeroni, Juan Segura, Renza Sciutto, Matteo Giagnacovo, Isabella Nazzarri, Anna Caruso, Karpüseeler,Massimo Arzilli, Benedetta Galli.
curatori Graziano Marini, Claudia Bottini
Piegaro (PG), Museo del Vetro di Piegaro, dal 29 maggio al 3 luglio 2016

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