“Solo tu puoi mandare in scena quel ricordo. Proprio quello”

Nadia Terranova

Sabato, 07 Marzo 2015 00:00

“Oltre lo specchio”: la personale di Maryam Bakhtiari

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Nel segno di Maryam Bakhtiari la musicalità della vita dipana la linea flessibile della grafia, trasformando quello che è il midollo strutturale della letteratura in arte da leggere e da ascoltare, attraverso sottili vibrazioni. In Oltre lo specchio ci troviamo a conoscere un sentiero fatto di sezioni di memorie ed idee, resi come battiti secchi o melodiosi, sfrangiati o netti, in un ritmo battente ed armoniosamente cadenzato dove gli elementi s’intrecciano, si solcano e sfiorano in una composizione informale limpida e a un tempo fluida, sfuggente, proprio come in un riflesso.

Lo spirito immaginifico si scioglie come cera nei nervi da cui muove il gesto pittorico dell’artista iraniana, il presagio o il ricordo delle sensazioni viene riscritto utilizzando la tecnica mista su carta o tela, laddove il doppio rifrangersi dell’interiorità che studia dall’esterno la propria forma e viene a sua volta reinterpretata da quell’occhio esteriore che ne è il prolungamento, crea una sorta di doppio registro, filosofico ed intellettuale quanto istintivo, libero, leggiadro. Ricercando il dialogo continuo con sé stesso, il mondo informale di Bakhtiari si sfuma in delicate nuances e si accende di tonalità ad alta frequenza.
Il segno nero del carattere mediorientale (molto spesso la pittrice inizia la sua danza gestuale proprio partendo dalla forma delle lettere dell’alfabeto iraniano), è linea guida di questa strumentazione grafica, una presenza continua, forte e violenta, che però non assorbe la luce compositiva nella sua opacità ma anzi esalta con le sue morbidezze o le sue acuminate tracce il respiro visivo che è sempre costante, anche nelle opere dove sembra esserci maggior pressione fra gli elementi. Ciò che viene mostrato è un momento giunto a maturazione, un’istante creativo perpetrato nel tempo ed approfondito a dovere, con puntualità e cura. Il cammino iniziato nell’Accademia volge ora verso futuri orizzonti.
Sui lavori qui esposti aleggia un’atmosfera di contemplazione, da subito infatti l’occhio lega i movimenti grafici e cromatici ad impulsi concernenti una sacralità diversa da quella iconica, sovradimensionale così come può esserlo quella che si avverte in un luogo come la cappella Rothko, ovvero intrisa di religiosità e non di religione. La fierezza del tratto calligrafico ed il candore comunicativo a cui si giunge pur nel complesso avvilupparsi di linee ed impronte, suscita un approccio indubbiamente coinvolgente e lascia spazio ad una fruizione varia, diversificata, la quale non provoca assolutamente la dispersione del fulcro espressivo condensato in ciascuno dei dipinti. Se gli aggrovigliamenti, le intessiture grafiche fittissime e piene di energia dominavano il foglio prima di passare allo spazio esteso di una tela o di un piano più ampio, adesso questi viaggiano a velocità meno accelerate, all’interno di un’aura musicale più solenne, di un ordine più equilibrato ma sempre senza monotonia. Si può riscontrare tale aspetto anche nelle recenti matite di piccolo formato, in cui il vuoto esprime con grazia e spessore la continuazione eterea di un intreccio, pure in questo caso dalla sottilissima fibra, ma brioso e disinvolto.
La lirica trasfigurazione ed evoluzione delle lettere ci accompagna dunque lungo tutto il cammino espositivo, spingendoci a vagare lungo quelle stanze affacciate sul mare, dove l’arte di Bakhtiari emana un sospiro ben intonato sia con la spiritualità mediterranea, spinta fino ad una cultura per noi fascinosamente esotica, che con l’ampia riflessione, in questo caso diremmo riflesso, del pensiero più elucubrante ed astraente.

 

 



Oltre lo specchio
Maryam Bakhtiari
Sala delle Terrazze, Castel dell’Ovo
Napoli, dal 25 febbraio al 15 marzo 2015

 

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