"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Giovedì, 17 Gennaio 2013 11:48

È Pablo Picasso

Scritto da 

L’ultimo genio creativo della storia, colui che immaginò una nuova dimensione oltre lo spazio, cambiando per sempre coordinate del tempo e piani di osservazione della realtà: una forma unica di rappresentazione pittorica, una sublime intuizione realizzativa denominata “Cubismo”.
È Pablo Picasso.
La sua luce travolgente illumina Milano e Palazzo Reale.
L’occasione è irripetibile: il “Musée National Picasso” di Parigi, causa restauro dei suoi spazi murari, disloca temporaneamente l’intera collezione: oltre duecentocinquanta opere, meravigliose, devastanti, alcune delle quali escono per la prima volta dai confini della grandeur.

La Milano da bere si abbevera alla genialità e alla ricerca artistica del pittore spagnolo, vive le fasi tutte della sua esistenza e ne è travolta inesorabilmente. Un vero e proprio unicum, che oltrepassa la mera esibizione di Palazzo ed entra nella spina dorsale della città con vernissage, incontri, eventi mondani.
Quasi mezzo milione di visitatori, curiosi o appassionati, inesperti o semplici modaioli, sconvolti dal desiderio di immergersi nella modernità, travolti da un senso inesorabile di sublimazione dinanzi ai molti e diversi momenti della geniale e ribelle esistenza del divo spagnolo; momenti scanditi da una successione cronologica al tempo stesso costruttiva e rigorosa.
E così in principio fu il periodo “blu” dove Celestina (la donna con un occhio solo)  è un vero capolavoro figurativo, avvolto in sfumature di freddo cromatismo, che mira a quel fare pittorico iberico e al sommo Goya.  Il periodo “rosa” ne I due fratelli: straordinaria e inedita plasticità nell’ossimorica convivenza di serenità e tristezza. La ricerca “africana” o “protocubista” nel Autoritratto  del 1906: uno dei mille schizzi preparatori per la prima monumentale meraviglia che fu Les demoiselles d’Avignon, una forza espressiva formidabile, un’energia interna quasi animistica. E quindi il “Cubismo” di Testa di donna (Fernande) che segnò la svolta epocale dell’arte Picassiana: una testa scolpita, la scomposizione dei piani spaziali, la scultura e la tridimensione plastica. Non mancano gli anni del coinvolgimento politico e dell'antimilitarismo con Massacro in Corea, quadro di denuncia (come lo fu Guernica), reazione rabbiosa, viscerale, all’azione americana, che rimanda ancora una volta al Goya e alla sua Fucilazione. E poi le reinterpretazioni dell’arte rinascimentale e moderna in Due donne che corrono sulla spiaggia (La corsa), una gouache che ruba secoli e secoli di pittura, richiamando finanche i dipinti parietali romani; una sensualità inaspettata che due figure pur gonfie riescono a trasmettere nel loro incedere armonico. E così fino agli ultimi anni di vita, di un eroticismo ancora più accentuato, paradossalmente stimolato dal crescente stato di impotenza; Il Bacio è la prova probante  di quanto questi temi abbiano fatto parte della fase finale della sua esistenza conservando forza, energia e medesima accecante vitalità.
L’8 aprile del 1973 nella casa a Mougins in Provenza, il suo cuore interrompe per sempre il battito creativo. Con Picasso muore non solo l’ultima divinità pittorica della storia, ma muoiono duemila anni di rappresentazioni incise o modellate, affrescate o su tela; da quel giorno i nuovi artisti investiranno nella ricerca di modus differenti e audaci, specchio di un tempo, il nostro tempo in cui l’arte immortale resta, ancora oggi, soltanto un melanconico ricordo.
Capolavori del Museo Nazionale di Picasso di Parigi è la mostra dell’immortalità artistica di un uomo attraverso una collezione unica, occasione irripetibile di trionfo emozionale.

 

 

Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi
allestimento a cura di Italo Lupi, Ico Migliore, Mara Servetto
Palazzo Reale
Milano, dal 20 settembre 2012 al 27 gennaio 2013

Lascia un commento

Sostieni


Facebook