“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Venerdì, 07 Febbraio 2014 00:00

Volti di un secolo

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Volti che attraversano artisticamente un secolo irto di contraddizioni, sofferenze e angosce; volti testimoni unici di un’epoca di guerre e speranze, di progresso ed evoluzione; volti immersi in cento anni di storia sociale, culturale, economica che hanno cambiato la nostra vita, per sempre.
Volti creati dai più grandi profeti del pennello del secolo scorso, quel secolo che ha rappresentato cangiamenti, trasformazioni, in un mondo sempre più drammatica esteriorità, sempre più trauma, frattura da ciò che era e non sarà.

Sono i Volti del ‘900, esposti nel Palazzo Reale di Milano, che sta divenendo un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti del bello e della pittura. La mostra organizzata con impeccabile professionalità da Skirà Editore rende onore ad una serie di capolavori provenienti dal Centre Pompidou parigino, che portano la firma dei geni pittorici che hanno vissuto, subito e influenzato il XX secolo: Picasso, Matisse, Lèger, Modigliani, Bacon, Magritte e non solo. Rivoluzioni soprattutto moderniste raccontate in una quantità e qualità di opere racchiuse nel solo gesto del ritratto. E così cubismo, surrealismo, futurismo vengono affrontati esclusivamente nell’ego, nell’icona ritrattista, dando vita ad un sfaccettatura pittorica che sorprende e completa la corrente di appartenenza.
In Rossetto di Frantisek Kupka, una donna è rappresentata nell’atto di truccarsi, volgendo lo sguardo verso uno specchio; ma quella donna, quel gesto sono alla stregua di un atto pittorico: l’inizio di un quadro, gli attimi di preparazione creativa e il rossetto stesso che richiama il tubetto di colore pronto ad essere usato a mano libera dall’artista. Non v’è confine tra l’azione femminile dell’apparenza al bello e l’opera creativa del pittore; quella donna è, senza dubbio, la Pittura.
Ritratto di Dèdie di Amedeo Modigliani è un autentico gioiello pittorico, il manifesto della sua genialità, il suo tratto inimitabile, meraviglioso unicum artistico. Il cromatismo che richiama la pittura senese del ‘400, il peculiare collo lungo della dama, lo sguardo incredibilmente triste che volge allo spettatore e come un libro aperto racconta un agio ed una felicità perduta. Un quadro perfetto nella qualità estetica e nella introspettiva realizzazione psicologia che lascia inesorabilmente senza fiato.
Autoritratto di Francis Bacon è l’apoteosi della sua capacità di deviazione figurativa, auto rappresentazione dei più profondi e terribili drammi interiori, frutto di un processo e di un’adesione alle correnti novecentiste, sofferto e devastante. E qui il suo sfigurare artistico sfiora clamorosamente la perfezione.
Il volto femminile ne Lo Stupro di René Magritte è stravolto, sostituito dagli elementi essenziali del corpo diviene interpretazione sessuale del pensiero dell’osservatore: la donna è oggetto per soddisfare la carnalità del desiderio, anche contro la propria volontà. Così il pittore distrugge l’evidenza della realtà rappresentando l’evidente anelito reale. Un eccezionale prova di pittura che guarda oltre il visto tradizionale, lo scavalca conducendolo lungo l’irrefrenabile voglia immaginativa.
Arne di Chuck Close, chiude il secolo per guardare al nuovo millennio; un quadro dalle enormi dimensioni con il solo viso dell’amico, raffigurato da una foto tessera e dilatato nella geometrica rete di pixel in chiave pittorica. Close apre ad una nuova frontiera del ritratto miscelando la banale semplicità di una foto di piccole dimensioni, con l’effetto contemporaneo dell’ingrandimento, riuscendo però a salvaguardare l’assoluta primazia del dipinto. E il risultato è sorprendente.
Il Volto del ‘900. Capolavori del Centre Pompidou è davvero un insieme entusiasmante di visi e figure rappresentati nella diversità di un fare pittorico, contraddittorio e apparentemente distante; ma è in realtà un’analisi perfetta ed emozionante per comprendere e vivere intensamente il genere del ritratto che nel XX secolo ha subito più che nei secoli precedenti una trasformazione ed uno stravolgimento irripetibile. Una mostra assolutamente da vivere e, vista l’imminente chiusura, da vivere subito, perché è il volto della pittura più vicina alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra volubile quotidianità.

 

 

 

Il Volto del ‘900
Capolavori dal Centre Pompidou

Milano, Palazzo Reale
dal 25 settembre 2013 al 9 febbraio 2014

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