“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Arianna Esposito

Dietro le sbarre con le "Donne Cartoon"

Signore e Signori... prego mettersi in fila per le impronte digitali... silenziosamente e con ordine!
E così un manipolo di increduli spettatori obbedisce con diligenza agli ordini di Atena, la carceriera in tacchi a spillo del penitenziario femminile di Nashville, per l’occasione allestito tra le mura del Teatro Elicantropo, che presenta lo spettacolo Donne Cartoon per la regia di Daniela Mancini (autrice ed interprete).

Squarci di una vita non comune in cui non tutto è risolto

“Non era nelle intenzioni del creatore farci divertire” declama, con quella elegante ironia che da sempre la contraddistingue, un’incredibile Franca Valeri, autrice ed interprete della commedia Non tutto è risolto, di scena al Mercadante di Napoli.
A dispetto dello stralcio di battuta succitato, la Signora Valeri si diverte e ci diverte ancora: lo prova un folto pubblico in sala che saluta con affetto e rispetto una decana delle scene.

Partenza e capolinea del gusto di una vita in due

La comunicazione alla base di ogni rapporto, quella verbale ma anche e soprattutto quella gestuale che dice più di ogni parola.
Il percorso di conoscenza e poi di vita assieme di una coppia, messo sotto la lente d’ingrandimento delle iperboli linguistiche.
Questo e molto altro è Il gusto dell’intimità, in scena al Teatro Nuovo di Napoli, di e con Mimmo Conte e Carlotta Varriale, interpreti e, rispettivamente, regista ed autrice del testo.

“Maccarune”, la tradizione culinaria a teatro

Riscoprire il piacere di ridere di gusto a Teatro… con Maccarune, una piacevole commedia dai risvolti psico-gastronomici, di scena al Piccolo Bellini, si può. Luciano Saltarelli, attore ed autore della regia assieme a Giampiero Schiano, porta in scena uno spaccato della contemporanea realtà partenopea che ruota attorno alle elementari pulsioni di sempre: il Denaro, l’Amore, la Salute ed il Cibo.

A Galleria Toledo omaggio al Piccolo (grande) Principe

L’alchimia di due corpi, due voci, due anime che con estrema naturalezza e bravura narrano ad un pubblico incantato la storia di un piccolo grande uomo.
Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco portano in scena a Galleria Toledo la favola del Piccolo Principe, la creatura narrativa di Antoine de Saint-Exupéry che con i suoi occhi grandi spalancati sul mondo, si interroga sul senso della vita.

Madame Bovary c'est la sciura piemontese

“Madame Bovary c’est moi” diceva Gustave Flaubert, riferendosi alla natura autobiografica della sua creatura letteraria.
Flaubert ambientava le vicissitudini sentimentali della sua Emma nella Francia bucolica del1827, ma la parabola del mal d’amore della Madame parigina rimane sempre di incredibile attualità. Lo dimostra la riproposizione teatrale di Lorena Senestro (attrice e autrice del testo) che presenta la sua Madama Bovary al Teatro Sancarluccio di Napoli, in un’insolita rivisitazione in dialetto piemontese, accompagnata dai versi poetici di Guido Gozzano e da una commistione di suoni inediti ed originali sfumature.

Il Viviani di Gleijeses convince a metà

Geppy Gleijeses porta alla luce un inedito del repertorio di Raffaele Viviani: A Santa Lucia, (nel titolo originale Santa Lucia Nova).
Il regista partenopeo sceglie di innalzare ai fasti della ribalta una commedia in versi, prosa e musica portata in scena da Viviani nel 1943. Gleijeses, nei doppi panni di regista ed attore debutta al Bellini di Napoli con la commedia in due atti.
A fare da cornice all’azione è il ristorante “Starita” del Borgo Marinari di Napoli, che in senso metaforico e fisico fa da spartiacque agli avventori che vi gravitano attorno.

L'anima di un angelo "diverso"

Sul filo del rasoio degli stereotipi combattuti in nome di un istinto naturale, scorre la vita di Domenica, meglio nota come “Peppino mani dell’Angelo".
Di scena al Théâtre de Poche di Napoli, Barbara Cerrato, in Peppino mani dell’Angelo, per la regia di Michele Pagano porta in scena le inquietudini di Domenica che sin da bambina sogna di diventare barbiere. Dietro il desiderio di una vita diversa, si cela un rifiuto verso tutto ciò che il suo ruolo di donna le imporrebbe.

L'elegante comicità de Il Vantone

Tutto si gioca sul verbo.
La parola, declinata nella forma dialettale di un romanesco d’avanspettacolo, si snoda in rime baciate nell’atto unico de Il Vantone per la regia di Arturo Cirillo, ripreso dalla versione di Pier Paolo Pasolini del Miles Gloriosus di Plauto.
La rappresentazione, di scena al Mercadante di Napoli, poggia su un cast di soli uomini che, nella migliore tradizione dell’En travesti,  si sdoppiano in ruoli maschili e femminili con innegabile professionalità e trascinante istrionismo.
Il testo in scena si rifà alla rielaborazione in chiave moderna che Pasolini diede al testo di Plauto nel 1963.

Perfezione eterea e senza tempo

Trionfo della bellezza classica. Inno alla perfezione che il corpo umano può raggiungere, nei limiti della sua natura.
Il lago dei cigni ha mantenuto inalterate nel tempo queste peculiarità che ne hanno fatto il repertorio più amato di sempre. Il balletto, di scena al Teatro Bellini di Napoli con il corpo di ballo di Mosca “La Classique”, regala al pubblico momenti di grande intensità stilistica. La forza del suo fascino senza tempo sta nella riproposizione dello schema classico fiabesco; Il lago dei cigni, con le superbe musiche del maestro Pëtr Il’ič Čajkovskij, prende vita infatti dalla rielaborazione di un’antica favola tedesca: Il velo rubato.

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