“Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange”

Sergio Corazzini

Daniele Magliuolo

Non ti pago o delle ipotetiche realtà

Nel 1940 i De Filippo allestirono la prima rappresentazione teatrale di Non ti pago, commedia in tre atti scritta da Eduardo quello stesso anno. Nel ‘42 il regista cinematografico Carlo Ludovico Bragaglia ne proponeva una versione per il grande schermo, ma è nel ‘64, con la trasposizione televisiva per la RAI , che l’opera acquista tutto il suo enorme valore fino ad allora solo potenziale ed è a questa che lo scritto in questione fa riferimento.

The Trigger Effect o della paura

Due lupi famelici divorano la carcassa di un grosso animale e ululano alla luna piena. Uno dei due poi si allontana dai boschi dirigendosi verso la zona industriale. Passa davanti alle recinzioni di una grossa centrale elettrica e delle luci lampeggianti ci accompagnano alla scena successiva dove a farla da padrone è un ingombrante cavo. Prima davanti ad un ascensore, poi all’ingresso di un multicinema.

Il negozio in centro

Ore 9 di un lunedì mattina a Londra. Il signor Jones è in strada in cerca di una cartoleria. “Certe faccende vanno sbrigate appena svegli” pensa aggiustandosi il goffo cappello a bombetta e  passeggiando a ritmo sostenuto per il centro alla ricerca del negozio. ”Eccolo finalmente” dice osservando alla sua destra l’agognata cartoleria. “Buongiorno, vorrei delle proteine da disegno”.

The Body Snatcher o del sapere e della lotta

Edimburgo, 1831. La scienza medica è nel bel mezzo di un’aspra lotta contro moralisti e religiosi. Motivo della contesa è la libertà di praticare o meno esperimenti e studi sui corpi dei defunti. Nasce la nera figura del ladro di cadaveri che permetterà agli scienziati di approfondire le loro ricerche in campo anatomico.

Match Point o del caos

 

“Chi disse: 'preferisco avere fortuna che talento' percepì l’essenza della vita”.

Con questa frase recitata fuori campo inizia Match Point. Da sfondo l’immagine di una pallina da tennis che fa avanti e indietro sul green infrangendosi dopo alcuni giri sulla linea bianca della rete e rimanendo sospesa nell’aria. Fermo immagine, non ci è dato sapere se la pallina carambolerà al di qua o al di la della rete, ma la voce fuori campo ci avverte che ciò determinerà la vittoria o la sconfitta della partita. Match Point è un film del 2005, forse l’ultimo grande capolavoro di Woody Allen che abbandona alcuni suoi topoi (per la prima volta ad esempio nella sceneggiatura non ci sono personaggi di origine ebraica) ed affronta nuovamente il tema dell’omicidio come già fatto nell’ormai lontano 1989 con Crimini e Misfatti.

Niente di nuovo del resto, semplice pensiero birmano

Tha stava ancora attraversando il fiume Salween quando gli incidenti a Yangon iniziarono. La notizia era arrivata veloce e i passeggeri in barca cominciarono a mormorare tra loro. "Solita solfa" pensava Tha, "da queste parti i ribelli sono più numerosi delle zanzare, ci mancavano poi solo i monaci buddisti a protestare in piazza".

Le confessioni di un pugile materasso

Quando vidi il primo incontro di boxe avevo 16 anni. La boxe a quell'epoca rappresentava quello che era più lontano dai miei ideali di sport e disciplina; disciplina intesa come sinonimo di correttezza e rispetto delle regole, ma soprattutto come strumento essenziale del vivere civile. Man mano, con gli anni, ho leggermente mutato la considerazione, da un punto di vista prettamente sportivo, che fosse uno spettacolo privo di vero mordente, come all'epoca invece consideravo il calcio. Mai però mi sarei aspettato che a trent'anni sarebbe diventato il mio sport per eccellenza, tanto da farne, se mi passate il termine, un'applicazione metodologica del quotidiano. Il fatto è questo, ad un certo punto della mia vita ho dovuto fare a pugni.

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