“Chi v'agghia dici? Ca quiddu nda capa meja tengu tanti i quiddi buchi, cumi si ci avissi na negghia attùarnu attùarnu a capa. Pu a na vota nu colpu i viàntu e pi nu mumentu si vidi angunu cuntu, ca pu jè quasi sempi u stessi cuntu, e pu n'ata vota a negghia attùarnu....”

Saverio La Ruina

Martedì, 30 Aprile 2013 10:05

"Servirà qualcuno che ci legga, alla fine", di Carlo Zambotti

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Pochi giorni fa, vagabondando tra i banchi di un mercatino dell’usato, ho trovato l'ottavo volume dei racconti di Čechov a 1€. Sonnecchiava tra Ogni giorno della mia vita di Nicolas Sparks e un manuale di informatica edito nei primi anni Novanta. Una volta arrivata a casa, ho scoperto l’esistenza di una dedica scritta a penna nera sul frontespizio. Cito testualmente: “Natale 1984: Spero che questo libro accenda (disegnino di una candela) in te la passione per i romanzieri russi... Comunque se vuoi leggere altri racconti parla con Elena, Mia e Chiara che ne sanno qualcosa. Ciao, auguri (disegnino di un abete addobbato) – Anna”.

Una dedica su un libro usato, cosa vuoi che sia. Giro pagina. “Fiodor Lukìc' Sissoiev, insegnante della scuola di fabbrica mantenuta...”. Aspetta un attimo. Torno indietro, rileggo la dedica e capisco cosa mi trattiene dal continuare: è come se invece del Duello di Čechov mi aspettassi di trovare descritta la storia di un destinatario X, di Anna, Mia, Chiara ed Elena. Esattamente tra Sparks e un manuale perfettamente obsoleto c'era un frammento di vita vissuta, uno di quelli apparentemente senza importanza – chi non ha mai scritto una dedica su un libro? –, cristallizzato su una pagina leggermente ingiallita ai bordi, sul banco di un rigattiere venduto al simbolico prezzo di 1 €.
Quella che vi racconto è una storia senza finale e senza morale, proprio come i racconti di Carlo Zambotti raccolti in Servirà qualcuno che ci legga, alla fine: alcuni brevissimi, altri lunghi una decina di pagine, accompagnati da dodici illustrazioni1.
I racconti di Zambotti fotografano un particolare momento della vita dei personaggi con una semplicità incredibile, raccontando in modo estremamente elegante le situazioni più disparate, anche al limite della realtà stessa. Tra le pagine del libro diventano ugualmente verosimili l’uomo che attraverso la vetrina di un bar nota una ragazza intenta a leggere e “quando infine scorse il riflesso di sé che andava cercando, vide il volto di un uomo innamorato” (Tavolini, p. 111), tanto quanto il ragazzo con i capelli sporchi di vernice seduto su un mobile color salvia intento ad ascoltare i discorsi di pirandelliana memoria pronunciati da una pelle di tigre stesa al quarto piano (Aspetto fuori, p. 157). L’inatteso piomba con leggerezza nelle vite dei personaggi portando spesso con sé un alone di irrealtà. Tutto fluisce liberamente in queste storie delicate ma di impatto, raccontate spesso con ironia, leggerezza e senza mai superficialità, ricche di citazioni. Si percepisce la cura nella brevitas, l’attitudine a levigare, smussare, rimuovere il superfluo, fino a restituire un microframmento di panta rei. 
L’apparato iconografico, illustrazioni e foto realizzate da dodici artisti, accompagna in eloquente silenzio il multiforme universo giocato sul contrasto di possibile/impossibile narrato da Zambotti.
Vi starete ancora chiedendo cosa c’entra il volume di Čechov con questa raccolta di racconti. Ebbene, forse tutto o forse niente. È un episodio isolato della vita di qualcuno che non conosciamo ed esattamente come accade nell’opera di Zambotti non sapremo mai, ad esempio, il nome dell’uomo che si specchia nella vetrina del bar né, tantomeno, se avrà poi deciso di entrare o di andare avanti per la sua strada; allo stesso modo non sapremo mai perché X ha permesso che il regalo di Anna finisse, ventinove anni dopo, sul banco di un rigattiere in una sonnolenta domenica mattina. Possiamo passare oltre dimenticando, oppure, sembra voler dire Zambotti, possiamo ricordare raccontando.

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1) In ordine di apparizione: Matteo Mena Happy Birthday, Laura Paperina Clonazione totale, Federica Antonioli Senza Titolo (foto di Livia Anna Fallarino), Duccio Boscoli Il volo, Cinzia Cavallaro Carlo voleva un cavallo, Luisa Rabbia Red Heart (dettaglio), Erika Luppi Il fiume, Marco Corona A pranzo con i Wu Ming, Caterina Silenzi Iena, Massimo Giancon Lacrime di cocodrillo, Valentina Martegani Bambola, Bjorn Giordano Luce azzurra.

 

 

Carlo Zambotti
Servirà qualcuno che ci legga, alla fine
Gorilla Sapiens edizioni, Roma, 2013.
pp. 317.

 

NB: Le immagini quivi riportate a colori, sono presenti nel libro in bianco e nero.

 

 

 Copertina, lettering a cura
di Fedra Malara.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Massimo Giacon, Lacrime di
coccodrillo, p. 240. L'immagine è
stata presa da:
http://www.behance.net/gallery/10-Paintings/4619673

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laurina Paperina, Clonazione totale, p. 72.
L'immagine è stata presa da:
http://www.laurinapaperina.com/drawings--paintings/you-are-infected/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caterina Silenzi, Iena, p. 196. L'immagine è
stata presa da:
http://snowce.tumblr.com/post/3153855285/caterina-silenzi-iena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Corona, A pranzo con i Wu Ming, p. 178. L'immagine
è stata presa da:
http://il-canguropugilatore.blogspot.it/2009/03/il-mercato-nero.html

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