"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Giovedì, 04 Luglio 2019 00:00

PSCK19 − Intervista a Kuziba Teatro

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Dal 2 al 5 luglio il Napoli Teatro Festival Italia ospita il Puglia Showcase Kids 2019 ovvero − per citarne il sottotitolo − “una vetrina di teatro e danza pugliese per i ragazzi". Tre spettacoli al giorno, tra il Teatro Nuovo e il Cortile delle Carrozze del Palazzo Reale di Napoli; eterogeneità dell'espressione artistica; un insieme di storie differenti e la possibilità, per gli spettatori campani, di conoscere parte dell'eccellenza del nuovo teatro proveniente dalla Puglia.
Il Pickwick, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ha deciso di anticipare e di accompagnare la presenza carnale degli attori con interviste che favoriscano la conoscenza dei teatranti che saranno di volta in volta in scena in città.Per cominciare: raccontateci la nascita della compagnia; raccontateci la vostra storia e i vostri spettacoli e – attraverso gli spettacoli – la vostra poetica, il vostro modo di stare in scena.



Per cominciare: raccontateci la nascita della compagnia; raccontateci la vostra storia e i vostri spettacoli e – attraverso gli spettacoli – la vostra poetica, il vostro modo di stare in scena.
La storia di una compagnia giovane è nel suo futuro! Nel nostro caso anche nel nome, perché Kuziba è il nome di un diavoletto che dovrà crescere in un mondo a rovescio, un mondo in cui gli uomini fanno paura... metafora che purtroppo continua essere attuale. La nostra compagnia ha otto anni, è una bambina insomma, e sta scoprendo chi è ogni giorno, nonostante abbiamo già fatto molte cose in questi anni: i primi progetti sono stati esplorazioni fuori dal teatro, azioni teatrali partecipate in vari luoghi per noi significativi: Il teatro ti sPiazza nelle piazze, Il teatro ti sCarta nelle biblioteche, Il teatro ti sFiora nei giardini, Il teatro ti sBarca nei porti... queste esperienze sono alla base del nostro modo di essere, di praticare questo mestiere, in cui il luogo “teatro” non è che il momento e la possibilità di dare forma a quanto raccolto, a ciò che si è sperimentato fuori.
Dal gioco e dalla volontà di raccontare una crescita al femminile è nato lo spettacolo Vassilissa e la Babaracca, una messa in scena della fiaba russa, mentre dalle testimonianze delle badanti e dallo studio è nato  L'estranea di casa, che racconta la tragedia che si è consumata negli ultimi anni tra gli orfani bianchi, conseguenza del fenomeno della migrazione di massa delle badanti.
Ci piace spingerci verso “il Teatro che non c’è”: perché non c'è ancora, non lo conosciamo, è quello che verrà. Seguiamo dei sentieri, inevitabilmente dentro il teatro che c'è, tracciati da altri prima di noi, e cerchiamo di spingerci al limite del bosco, del tracciato, esplorando cosa c'è un po’ al di là, oltre... lasciamo qualche traccia, qualcuno forse ripasserà di qui.


Il teatro pugliese, in questi anni, si è caratterizzato per una costante relazione col territorio: dalle residenze “abitate” a un’attività creativa che non si è limitata alla proposta spettacolare. Che relazione avete avuto e/o avete col contesto di appartenenza?
Per più di un decennio la Puglia ha rappresentato – sul piano organizzativo, strutturale ed artistico – una “nuova frontiera” della teatralità italiana. Quali sono le condizioni attuali del sistema teatrale pugliese?
Rispondiamo a queste due ultime domande insieme: sicuramente la Puglia negli ultimi anni si è confermata una delle regioni più vivaci, in particolare per quel che riguarda la creazione teatrale dedicata alle nuove generazioni: vero e proprio fiore all’occhiello regionale, la qualità delle produzioni teatrali pugliesi nel settore del “teatro ragazzi” è ormai conosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale. La scommessa di una sperimentazione teatrale applicata alle produzioni per le nuove generazioni a partire dai nuclei storici regionali (Teatro Kismet di Bari, Collettivo Crest di Taranto, i Cantieri Koreja di Lecce, Il cerchio di gesso a Foggia, solo per citarne alcuni) ha nutrito un filone di ricerca riconoscibile seppure molto variegato in grado di rielaborare suggestioni provenienti dalla tradizione con elementi contemporanei. Ci teniamo a sottolineare che il segno distintivo di tale produzione è una ricerca che affonda le radici nel mondo dell’infanzia in una relazione viva col sistema scolastico e sociale, una ricerca sviluppata nel corso di un trentennio coltivando con costanza la domanda di teatro. Tali radici si manifestano, oltre che nella costanza della qualità produttiva, nella presenza in Puglia della più importante vetrina del settore nel sud Italia, il Maggio all'infanzia, Festival giunto alla XXI edizione in grado di attrarre a Bari operatori da tutto il territorio nazionale, nella ultraventennale esperienza del Festival Ti fiabo e ti racconto di Molfetta e nella nascita negli ultimi anni di altri appuntamenti catalizzatori di rilievo per il settore, come il Festival KIDS a Lecce e Il Tempo dei Piccoli, appuntamento di cui ci stiamo prendendo cura nel contesto del Sistema Garibaldi di Bisceglie. Questi appuntamenti non sono che gli apici di iceberg formati da un lavoro costante e diffuso, fatto quotidianamente con caparbietà in territori spesso con condizioni sociali difficili.
In questi anni abbiamo collaborato continuamente, sia a titolo personale che come compagnia, con numerose realtà dei Teatri Abitati (La Luna nel Letto e la Bottega degli Apocrifi, solo per citare le collaborazioni più strette) molti dei quali continuano la loro attività facendo fronte alle difficoltà del momento. La capacità di fare rete tra diverse realtà e la solidarietà tra compagnie si stanno dimostrando gli elementi in grado di fare la differenza in frangenti di emergenza. La situazione attuale vede infatti una rete di realtà ormai consolidata con un enorme potenziale costretto a fare i conti con i ritardi nell’erogazione dei finanziamenti pubblici, che strozzano la capacità produttiva, e con la mancanza di una visione di ampio respiro che vada al dil à dei mandati della singola amministrazione. In questo c'è sicuramente una responsabilità anche nostra come compagnie, che necessitiamo di maggiori momenti di confronto, ma di fondo è una responsabilità di cui la politica è chiamata a farsi carico. Crediamo che continuare a fare il nostro mestiere al meglio, cercando in ogni maniera di cambiare lo stato delle cose, sia l’unico modo per dare un futuro a questa eredità.


Puglia Showcase Kids
è una rassegna di teatro dedicata innanzitutto agli spettatori più giovani. Ebbene: è cambiato, negli ultimi anni, il modo in cui parlare e mettersi in relazione con bambini e adolescenti? Ed è ancora accettabile la definizione “teatro ragazzi” o è più corretto dire di teatro tout public?
Ne parlavamo recentemente al Festival In-box in un incontro con gli operatori del settore. La definizione “teatro ragazzi”, per chi ha lavorato negli ultimi trent’anni nell’ambito, è una conquista, è qualcosa che viene dal lavoro di moltissimi professionisti che hanno fatto sì che venisse riconosciuta a livello nazionale l’esistenza di spettacoli teatrali tout court che emergevano da una pratica, da un pensiero, da un’attitudine legate al mondo dell'infanzia.
Come ogni conquista, va rispettata e valorizzata rendendo merito al lavoro che è stato fatto per arrivare fin qui. Allo stesso tempo, ogni definizione è sempre in relazione all’esistente, che è in continua evoluzione... In ogni caso, ogni spettacolo di teatro ragazzi è innanzitutto uno spettacolo, e come tale dovrebbe avere le caratteristiche che contraddistinguono ogni produzione artistica, dalla pittura al cinema, con un tratto distintivo che ha carattere universale: la bellezza, che come tutto è in continua trasformazione (e forse oggi più che mai si può dire che è la trasformazione!) La definizione “tout public” ci piace, forse è nelle nostre corde più di ogni altra. Senza volerla per forza contrapporre ad altre definizioni che si rivelano efficaci, ci piace quindi immaginare di poter fare altri spettacoli di teatro ragazzi... tout public!


A Napoli portate Nel castello di Barbablù. Che spettacolo è (o che spettacoli sono)? Cosa vedremo?

Nel castello di Barbablù è il nostro secondo lavoro dedicato all’infanzia ed è stato per noi un passo decisivo per la crescita della nostra compagnia. Per anni abbiamo dedicato parte del nostro impegno artistico alla formazione teatrale delle giovani generazioni attraverso percorsi laboratoriali nei più svariati contesti, e continuiamo a farlo; abbiamo investito molto nell’idea del fare teatro con i più piccoli come contributo alla formazione di futuri adulti, come strumento di espressione delle competenze emotive dei più piccoli e come possibilità di costruire un’idea di comunità in cui allenarsi continuamente alla relazioni. Decidere di produrre un secondo lavoro per l’infanzia, dopo il successo di Vassilissa e la Babaracca, è stato voler confermare, innanzitutto a noi stessi, che stiamo coltivando una direzione in cui ci riconosciamo.
Lo spettacolo che portiamo a Napoli è stato anche il tentativo di attivare dei nuovi processi nella compagnia, aprendo a nuove collaborazioni, cosa che ci ha permesso ad esempio di aumentare il numero degli attori in scena e di attingere dal linguaggio delle video animazioni elementi narrativi importanti.
Al centro della nostra rilettura della celebre e spaventosa fiaba di Barbablù ci sono alcune domande che abbiamo indagato con i bambini e le bambine: cosa significa diventare grandi? Di cosa abbiamo paura? Disobbedire può aiutare a crescere?
Ed è a partire da queste domande che si è andata costruendo la drammaturgia dello spettacolo in cui la storia di Barbablù si sviluppa come il sogno ricorrente di una ragazzina: tutto inizia con un brusco risveglio, c’è una ragazzina che nel cuore della notte si sveglia in preda allo stesso incubo. Sogna un uomo dalla barba blu, un castello, un corridoio di porte, una stanza da aprire davanti alla quale il suo sogno si interrompe. La paura di ciò che potrà accadere osando, di ciò che potrà trovare dietro una porta chiusa, la paura di prendere una decisione da sola, tutta da sola, e di seguire il suo istinto, la terrorizzano. Ed è a questo punto che entra in scena una coppia di misteriose figure, le vecchine, che sono custodi dei sogni dei bambini e che sentendo il lamento di Bianca decidono di intervenire e aiutarla. Due aiutanti magici che non intervengono cambiando il corso delle cose, dando direzioni precise alla ragazzina, ma sono lì a testimoniare il suo andare e a supportarlo quando necessario.
Il contesto onirico in cui abbiamo deciso di immergere la spaventosa storia di Barbablù è creato non solo dalla drammaturgia, ma anche da due elementi visivi e narrativi importanti: le video animazioni e la scenografia. Le video animazioni sono elementi narrativi che da un lato ci introducono al sogno e ne sostengono l’atmosfera, dall’altro ci permettono di raccontare alcune delle paure più profonde che abbiamo incontrato, attraverso il linguaggio metaforico delle immagini. La scenografia è per noi un elemento fondante di questo lavoro, l’abbiamo cercata come elemento concreto e immaginifico, desideravamo che potesse avere un carattere quotidiano ed extra-ordinario, che si trasformasse ogni volta in un luogo nuovo in cui gli attori possano agire una situazione, un dialogo o una condizione interiore.
Ciò che vedremo quindi a Napoli è uno spettacolo in cui ogni elemento della scena (scene, video, recitazione, luci, musiche, regia) si fa contaminare dall’altro pur riconoscendo a ciascun elemento un forte carattere autoriale. Anzi, è forse proprio grazie a questo reciproco riconoscimento che gli elementi si integrano e giocano a ricercare un equilibrio. Gioco che permette al pubblico, dai più piccoli ai più grandi, di rimanere sempre in un atteggiamento attivo, di co-partecipazione alla storia e al suo accadere.


Da un lato Puglia Showcase Kids prevede la coabitazione tra compagnie differenti per percorso, lessico ed esperienze – così favorendo la riconoscibilità reciproca tra chi fa teatro – e, dall’altro, consente il confronto con un pubblico extra-regionale, nuovo, inedito. Quanto è importante, dunque, una vetrina del genere in termini di maturazione ulteriore e di possibilità circuitative?
Ogni occasione di incontro è preziosa, questo Showcase dedicato all’infanzia è importantissimo perché ci permette di mostrare il nostro spettacolo a operatori che vengono da tutto il mondo. Risulta evidente quanto un appuntamento del genere sia una possibile rampa di lancio di alcuni “prodotti artistici” di eccellenza!
Tuttavia, a una analisi più attenta, ci sorge una domanda rispetto alle modalità con cui a tutti i livelli si immaginano questi appuntamenti. Come compagnia, sentiamo il bisogno di coinvolgimento, di una condivisione del processo decisionale che porta alla formulazione di appuntamenti così cruciali con noi, che siamo poi le realtà produttive. Il mestiere del teatro è un mestiere in cui le relazioni hanno una grande importanza, e ormai non è più sufficiente considerare esclusivamente l’aspetto “prodotto”, ma ci sembra irrinunciabile immaginare di poter contribuire in futuro a creare appuntamenti che favoriscano, oltre al mercato dell’arte, relazioni coltivabili sul lungo periodo che, al di là della semplice circuitazione, potrebbero portare alla condivisione di esperienze e, perché no, di progettualità più ampie. Una sperimentazione in tal senso sta avvenendo nel contesto di Liv.In.G. (Live Internationalization Gateway), nato nel contesto del Coordinamento C.Re.S.Co., di cui facciamo parte. Siamo molto contenti che a Napoli un investimento così importante da parte del Teatro Pubblico Pugliese intercetti l’esperienza di Liv.In.G., e auspichiamo che questo innesto sia di esempio e porti i migliori frutti a livello nazionale nei prossimi anni.





Puglia Showcase Kids 2019 è un progetto della Regione Puglia, ideato e realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, finanziato nell’ambito delle FSC 2014-2020 “Interventi per la tutela e valorizzazione dei beni culturali e per la promozione del patrimonio immateriale”, Progetto Sviluppo e Internazionalizzazione della Filiera Culturale e Creativa dello Spettacolo dal Vivo – Teatro Danza.


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