“Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette”

Friedrich Hölderlin

Martedì, 19 Marzo 2013 09:50

Real Orto fatato: oggi la scienza non esiste!

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Purtroppo ci sono persone che non credono all’esistenza delle fate e degli spiriti del bosco. Essi sostengono che la vita di queste creature magiche, fatte di linfa e rugiada, sia soltanto un’invenzione dei poeti e che solo chi è nuovo a questo mondo, come i bambini, può credere ad una tale menzogna. Questi uomini appartengono al regno della ragione e credono soltanto a ciò che la scienza può dimostrare. Le cose devono vederle almeno al microscopio! Il guaio, per loro, è che più grosso si fa il cervello, di dati, prove e controprove e più piccola diventa l’immaginazione. Quella dei bambini e dei poeti, che vedono, anche senza microscopio, ciò che è invisibile ad occhio di scienziato.

Poveraccio, allora, quell’uomo di scienza che si ritrova circondato da una folla di bambini mentre alle sue spalle un folletto, rintanato dietro un fusto d’albero, suona allegramente una melodia col flauto. Le orecchie di scienziato anche a quello sono sorde.
Così comincia l’avventura de Il popolo del bosco. I bambini sono accorsi da ogni angolo della città, attraversando file di palazzi grigi tra il rumore e la puzza delle auto. Il Real Orto Botanico, che è reale per davvero a prova di microscopio, ha aperto i suoi cancelli a tutti per mostrare le sue meraviglie visibili e invisibili. I giganteschi alberi che vivono per secoli e i più piccoli fiori dalla vita che dura pochi giorni. Le ninfe nate in una corteccia d’albero e i saggi maghi che delle erbe fanno pozioni.
Ogni bambino sa dove stare e come camminare in fila attraverso i viali freschi e ombrosi. Sa anche che allo scienziato deve dare una risposta, esprimere un parere. Comincia una bambina, gridando dalla fila che se per lui non esistono le fate allora per lei non esiste la scienza. In preda ad un malore egli è costretto ad allontanarsi ed ecco che la magia si manifesta.
Il folletto musicista accompagna i bambini dalla ninfa dell’albero che predice il futuro e svela le risposte a tre enigmi della crudele strega, sostiene anche che i bambini si trasformeranno presto in alberi. Ed eccola la strega, pronta ad intrappolare gli amici della ninfa. Cosa mai accadrà? Tranquilli, niente paura, c’è un ritrovo di lì a poco sotto il grande cipresso, casa della fata dei boschi e non molto distante, sulle radici del fico strangolatore, un mago dormiglione rivela il segreto per la felicità. Non si può star mai troppo tranquilli in una mattina come questa, un mostro cieco, affamato di bambini, si aggira per il bosco. Come faranno i piccoli avventurieri a scappare dalle sue grinfie?
Quella all’Orto Botanico, con Il popolo del bosco è una vera avventura da vivere in prima persona. Ogni bambino ne è protagonista ed è messo alla prova. Risponderà agli enigmi della strega? Troverà il modo per scappare dal mostro cieco? Riuscirà a convincere lo scienziato dell’esistenza delle fate e delle altre creature? Partecipare è stata un’occasione per trascorrere una mattinata a contatto con la natura, la magia e l’immaginazione. Soprattutto è stata un’occasione per giocare con i grandi, sia attori che genitori. Con una compagnia piccola, tre interpreti per tanti personaggi, I teatrini è riuscita a realizzare un evento magico.
Beati tutti i bambini presenti allo spettacolo… me compresa!

 

 

 

Il popolo del bosco
testo e regia di
Giovanna Facciolo
con  Monica Costigliola, Renata Wrobel, Alessandro Esposito
maschere, figure, costumi di Bruno Leone, Rosellina Leone
prodotto dall’associazione I teatrini
Napoli, Real Orto Botanico, 17 marzo 2013

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